Più delle indagini vorremmo avere i risultati…

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Un nuovo potenziale caso di voto di scambio. Il secondo, ad Anzio, nello stesso settore. E poi indagini che vanno dal “Caro estinto” a quelle della Direzione distrettuale antimafia relative alla Ecocar e diffuse in tutta Italia, la vicenda del cimitero e degli appalti “spacchettati“, quelle ancora appese e ormai praticamente prescritte per gli scarichi del depuratore o gli abusi edilizi.

La posizione di chi scrive, non da oggi, è che tutti sono innocenti fino a prova del contrario. La cosa che colpisce è un’altra: ma di tutte queste inchieste, prima o poi, vedremo i risultati? Sapremo mai che fine hanno fatto, se i protagonisti – indagati e quindi semplicemente destinatari di una misura di garanzia – ne sono usciti puliti dopo mesi, se non anni, “appesi” a un filo?

Quello dei rifiuti è un settore delicato, delicatissimo, lo dimostra la vicenda dell’appalto recente ancora in bilico. E’ noto che lì sono state fatte assunzioni spesso con uno “sponsor” e che l’assessorato all’ambiente è visto come quello che “” lavoro. Non si spiegherebbe altrimenti la massiccia presenza di operatori del settore alla Festa azzurra e addirittura nel servizio d’ordine. Ma questo è aspetto politico, non penale. E’ su questi ultimi e sulle indagini avviate che servono risposte.

Così come è legittima l’attenzione ai presunti abusi d’ufficio ma girandosi intorno ci sarebbe ben altro da provare a capire: ad esempio quali soldi ha “buttato” Salvatore Buzzi, quello di Mafia Capitale, ad Anzio e per cosa. Capire e, se necessario, perseguire. A cominciare da certi tenori di vita.

Gli unici a pagare, finora, sono stati l’ex assessore Italo Colarieti e la dirigente sospesa Angela Santaniello, insieme ad Augusto De Berardinis per la proroga di un appalto. In primo grado. Aspettiamo l’appello e la Cassazione per capire se non è stata fatta scontare loro una pena abnorme prima ancora di essere condannati (sette mesi ai domiciliari) o se davvero c’è stato abuso d’ufficio e corruzione, ma le altre questioni che fine hanno fatto? Possibile che debbano passare anni prima di sapere l’esito? Si ricorderà, per esempio, la vicenda dell’urbanistica finita in una bolla di sapone per gli ex consiglieri Monti e Godente e il dirigente Pistelli. E’ storia recente il secondo proscioglimento per l’ex direttore generale della Asl Luciano Mingiacchi.

Gente che per anni è stata alla gogna, mentre la magistratura seguiva i suoi tempi incerti. La battaglia per la giustizia-giusta di Radicale memoria è ormai nel dimenticatoio, ma ce ne sarebbe tanto bisogno.

Si è indagati, va bene – e chi può saperlo meglio di chi scrive, ormai quasi collezionista di querele e con una condanna in primo grado – ma si ha diritto ad avere certezza del tempo. Così come, per questioni molto più gravi, serve la certezza della pena.

Invece siamo in Italia, dove funziona esattamente al contrario e per un’indagine si fanno teoremi, prima alla caccia di chi ha fatto uscire le notizie e poi lasciando nel limbo chi è destinatario di una misura che in teoria è a sua tutela.

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