L’investimento di mafia, il clan Mazzei e quella singolare coincidenza

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Il sequestro di 24 immobili di proprietà della società Civico Otto di Aprilia, avvenuto ad Anzio su ordine della direzione distrettuale antimafia di Catania, nell’ambito di un provvedimento emesso su scala nazionale è l’ennesima conferma di come la criminalità organizzata investe sui territori.

La storia di quell’insediamento in viale Europa, però, è ancora più complessa. Era uno dei “palazzoni” regalatoci dal vecchio piano regolatore e rimasto sostanzialmente inutilizzato. Intervennero tre diverse società ed è a una di queste che per 14 appartamenti si rivolse il Comune per trovare una sistemazione alle famiglie allontanate dal palazzo pericolante di via Cristoforo Colombo, ad Anzio Colonia, poi demolito. Appartamenti affittati da una società che all’epoca era in debito con il Comune per l’Ici, quindi acquistati dall’ente a un prezzo di mercato forse superiore a quello normale. Ma c’era da rispondere a un’esigenza e così venne data una risposta, oggi 14 famiglie pagano il canone al Comune.

Poi ci sono altre due società, una è la Civico Otto proprietaria di 24 appartamenti, oggi destinataria del provvedimento cautelare perché ritenuta vicina al clan di mafia dei Mazzei. L’altra è alle prese con una vicenda giudiziaria per cui gli affittuari versano direttamente il canone a un procuratore speciale presso il Tribunale di Latina. Se sono collegate o meno tra loro non emerge, si parla con insistenza – ma senza riscontri – di fratelli che in quella zona rilevarono diversi immobili. Palazzi frutto, sempre, del vecchio piano e di una delle convenzioni scellerate quale fu Anzio 2. Sul possibile ruolo dei fratelli, però, non c’è contezza.

Allora emerge altro, spulciando nella memoria del cronista, il nome del clan Mazzei dalle parti di viale Europa si era già sentito. Era gennaio del 2009 quando venne arrestato un uomo ritenuto esponente di spicco di quella famiglia catanese. Una singolare coincidenza, senza dubbio, ma il signore in questione viveva proprio in uno dei quattordici appartamenti acquistati e poi assegnati dal Comune. Non vuol dire nulla, attenzione, ma al posto dei nostri amministratori – affaccendati nei “ricatti” di questo o quell’esponente di maggioranza secondo i boatos che arrivano da Palazzo in vista del consiglio comunale – andremmo a rivedere a chi sono stati pagati i 14 appartamenti e se c’è o meno un collegamento con la Civico Otto.  O chiederemmo, comunque, “lumi” alla magistratura. Per stare tutti più tranquilli.

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