Il nostro “mondo di mezzo”, una riflessione

Mafia: Buzzi,"immigrati rendono più del traffico di droga"

C’è un mondo di mezzo” anche da queste parti. Non avremo gli ex Nar o Banda della Magliana, ma il sistema messo a nudo a Roma è quello che si trova un po’ ovunque in Italia. Perché siamo fatti così, perché ci rivolgiamo al mondo di “sopra”, quello del politico/potente di turno, per ottenere qualcosa che serva al nostro, a quello di “sotto”. Perché anziché far valere i nostri diritti per quelli che sono, preferiamo la strada più corta, la legge del più furbo o – peggio – del più forte.

Non da oggi denuncio, per esempio, le cooperative collocamento di disperati. E’ noto che in una di queste c’è chi ha detto – vantandosi – di essere “uno della camorra”. Millantando o meno, lo ignoro, ma questo è il nostro “mondo di mezzo”.

Non abbiamo Carminati – almeno, non sappiamo di averlo – ma personaggi con un passato diciamo singolare che abitualmente frequentano gli ambienti di maggioranza, a volte il consiglio comunale. Certo, anche Buzzi – oggi agli arresti per Mafia Capitale – dopo aver commesso un omicidio si era redento e gestiva un impero di cooperative, qui non si vuole condannare nessuno, ma il clima – l’ho scritto a più riprese – non è gradevole.

Il nostro “mondo di mezzo” è quello di un assessore al quale hanno sparato sul cancello di casa – vicenda finita nel dimenticatoio – che quando doveva restituire i soldi al Comune per una condanna della Corte dei conti si era messo a rate con lo stipendio che percepiva in qualità appunto di assessore. Scopriamo oggi, da una sua conferenza stampa, che è imprenditore e ha diversi dipendenti. Sappiamo bene che lo era già prima – più o meno formalmente – e che i suoi interessi spaziavano e spaziano dai distributori di carburante ai bar. Distributori nei quali a fare rifornimento, magari, vanno mezzi di società che svolgono servizi per il Comune. Tutto lecito, attenzione, ma lasciateci il beneficio di segnalarlo in una città diversamente appiattita su se stessa. Dove nessuno si chiede per quale motivo un parere del Ministero dell’Interno che sanciva l’incompatibilità di quell’assessore sia misteriosamente scomparso dagli uffici del Comune. Intanto c’è chi segnala che non sono regolari gli “ispettori ambientali”, che non c’entrano con la polizia locale, che hanno a controllarli chi fa parte delle associazioni che li forniscono (senza bando, né criteri) e nessuno fa nulla. Si dovevano “accontentare” con un rimborso di 10 euro al giorno, quelli più fortunati magari in campagna elettorale avevano ottenuto un’assunzione di qualche mese.

Intanto l’appalto per il nuovo servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, rinviato per mesi, è assegnato a una società con interdittiva antimafia (sottoposta ora a verifica del ribasso anomalo) sulla quale molti erano pronti a scommettere prima della conclusione della gara. E’ il “mondo di mezzo” dove paghiamo il doppio rispetto alle città limitrofe la fattura dei rifiuti, grazie anche a piani finanziari ricchi di formule e formulette ma difficilmente comprensibili. Così nonostante la differenziata spendiamo più di prima.

Poi c’è il caso di un altro assessore, quello che mentre era in carica gestiva una struttura per anziani che il Comune controllava. Formalmente compatibile – così ci spiegano – anche se la situazione andava evitata. Invece non solo è andata avanti, ma una cooperativa che lavorava per il Comune otteneva proroghe dalla dirigente che doveva – fra l’altro – anche controllare quella casa di riposo e poi i soci della stessa cooperativa lavoravano nella struttura dell’assessore. C’è stato un processo per questo, ex assessore, dirigente e un ragazzo che in questo “mondo di mezzo” se voleva lavorare doveva stare a quelle regole sono stati condannati in primo grado. E tutti sapevano di chi erano quelle cooperative. Come tutti sanno a chi fanno riferimento associazioni, comitati, altre cooperative. Una di queste, per essere saldata, ha dovuto mandare il marito di una consigliere comunale a chiedere il pagamento. A farsi sentire, insomma. Altre, per anni, si sono viste fare affidamenti diretti, poi il capitolo di bilancio si esauriva, l’amministrazione lo “rimpinguava” e arrivava un altro affidamento diretto, così le gare venivano aggirate.

Il nostro “mondo di mezzo” sono i presidenti di cooperative – aziende spesso con incarichi solo in questo Comune – candidati con alcune liste e oggi al centro di inchieste. Sono i consiglieri comunali che non rispettano l’ordinanza di chiusura del sindaco, dopo essersi messi in affari e aver poi rotto i rapporti con l’ex assessore di cui sopra, il quale intanto continua investimenti nel settore dell’accoglienza.

Sono i dirigenti forti con i deboli e deboli con i forti, i quali  continuano a comprare – per esempio – programmi informatici a mani basse senza che se ne vedano i benefici. Tanto se i politici vanno a chiedere un favore e lo ottengono, poi non possono sindacare sulle scelte gestionali. Solo per software e aggiornamenti sono state spese – senza risultati tangibili – decine di migliaia di euro. Ecco, il “mondo di mezzo” è un Comune che doveva essere 3.0 ma perde addirittura i suoi archivi che nessuno evidentemente aveva salvato altrove, costringendo i cittadini a riparare. Sono i libri nei quali si scrive una cosa per un editore che poi vende anche programmi al Comune, ma che all’atto pratico non vengono applicati perché la politica dà un’indicazione diversa alla quale sottostare. Funziona così, del resto. Per non parlare di un “cassetto tributario” pagato per il secondo anno consecutivo dai cittadini e diciamo a lungo in rodaggio…

Sono i consiglieri comunali che minacciano crisi ma poi rientrano, tanto c’è la promessa che le associazioni di loro riferimento saranno pagate per gli spettacoli e le manifestazioni prive di richiamo – e inizialmente anche di copertura finanziaria – che hanno fatto durante l’estate. Sono le tante, troppe, fatture “numero uno” di chi svolge servizi, evidentemente, solo per il Comune e invece dovrebbe essere un esperto del settore.

O sono i consiglieri comunali che corrono a più non posso, in campagna elettorale, per chi oggi è indagato per associazione mafiosa nell’ambito dell’indagine della Procura di Roma. O quelli che chiedono un pezzo di suolo pubblico, ne occupano di più, vengono sanzionati e se la prendono. Così intanto si rimuove il comandante della polizia locale, giusto che paghi lui che ha “osato” sanzionare…

E’ anche la grande attenzione per un appalto, quello delle mense, dove si confrontano e si scontrano una specie di fazioni contrapposte senza preoccuparsi troppo – per la verità – dei bambini, ma forse di qualche altro interesse. Intanto non si forniscono documenti a chi li chiede legittimamente, si arriva a far intervenire l’anti corruzione, ci si preoccupa se viene sostituita una dipendente, si oppone il “segreto” a documenti che sono pubblici, persone che lavoravano non si sa a che titolo in Comune – proprio per le mense – improvvisamente non ci sono più, così come dopo tre informatizzazioni in quattro anni i genitori non accedono alla loro posizione. Mense per le quali, ricordiamolo, non si sa che fine abbia fatto la presunta tangente denunciata anni fa dall’ex capogruppo Pdl Mario Pennata e al centro di due indagini rimaste senza esito.

E’ un “mondo di mezzo” de noantri, chiamiamolo così, dove il piano regolatore che doveva essere “mare, cultura e natura” è diventato varianti, cemento e furberie. Chi ha controllato, se mai è stato fatto, se ci sono stati investimenti sospetti dopo il piano? E’ il “mondo” dove sul porto che doveva rappresentare il rilancio della città si continua a non avere informazioni ufficiali e chiare. Come la trasparenza continua a essere, in generale, un problema.

E’ un “mondo di mezzo” dove chi ha il potere lo esercita o prova a farlo come meglio ritiene. Dove persino chi era nato per dare colpi al “sistema”, come il Movimento 5 stelle, qui preferisce tacere.

E’ quello che molti cittadini preferiscono, diciamocelo chiaramente. Perché non ci sarebbe, altrimenti, un “mondo di mezzo”… E chissà – è la riflessione che provo a condividere – se c’è ancora un pezzo di questa città che ha voglia di reagire.

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