La guerra, la “musarola” e “a chi appartieni”, addio a Iole e alle sue storie

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Ti riconosceva dalla “musarola” e poi ti diceva “tu appartieni a...” come si faceva da queste parti per spiegare di che famiglia fossi. Se n’è andata ieri, proprio mentre iniziava la Messa di Sant’Antonio, quella dove non era mai mancata praticamente da sempre. Stavolta Iole Figliamonti, vedova Pigliacampi, era in clinica dove si è spenta a 95 anni. Si è portata dietro un ultimo pezzo di paese, di quello che ci piace ancora chiamare Portod’Anzio, anche se ormai è una città che fatica a crescere. I ricordi di “appena rientrati”, quella statua di Sant’Antonio con il fucile in braccio e l’elmetto, la chiesa distrutta come il resto della città, la difficile ricostruzione, padre Leone Turco detto “Presidente”…

Una donna forte, fino all’ultimo, che ha raccontato aneddoti e momenti di vita vissuta indimenticabili, ci dato la sua “storia orale”. Chi ha avuto la fortuna di conoscerla – e di essere riconosciuto dalla “musarola” – potrà confermare.

Agli amici Augusto ed Enrico, figli di Iole, va un grande abbraccio e l’invito a preservare i ricordi di quella storia che appartiene, a pieno titolo, a quella della nostra città.  

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