Niente processione di Sant’Antonio, finché c’è chi è pagato

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Non sarò alla processione di Sant’Antonio, domani sera. La cosa interesserà a pochi, mi rendo conto, ma dopo una vita per arrivare in tempo all’uscita della statua dalla chiesa e per poi seguire l’evento – restando ogni volta senza fiato al momento dell’uscita in mare – ho deciso di dire basta. Se il lavoro me lo consentirà arriverò per la messa, ma poi niente corteo. “Che ci importa…” dirà giustamente qualcuno. Comprendo perfettamente. Liberissimi, come sempre, di proseguire nella lettura o fermarsi.

Perché c’è un motivo alla base di questa scelta, semplicissimo. Ho scoperto dopo la processione dello scorso anno che un’associazione – sicuramente meritoria, non discuto – ha presentato fattura al Comune ed è stata liquidata. Oggetto della fattura? “Partecipazione alla processione di Sant’Antonio”. Sì, avete letto bene. Il servizio rientra in alcuni, più ampi, che l’associazione svolge per conto del Comune in occasione di manifestazioni di rilievo, così come il pagamento è una parte di quello che lo stesso Comune riconosce ogni anno. Va benissimo, per carità – anche se “taglierei” ogni contributo – ma la fattura per partecipare alla processione no, non mi piace. E quindi resto a casa, finché ci sarà chi andrà in processione pagato. E continuerò, il 13 giugno, a essere in Chiesa per la messa solenne, nel giorno del nostro Santo, snobbata da chi domani sera farà a pugni per un posto sulla barca più importante…

E’ questione di principio, mi rendo conto, alla quale aggiungere la disorganizzazione dell’evento di un anno fa. Nel pieno del momento solenne, quello della benedizione alla città, quando la barca del Santo è al centro del porto, quando per un fenomeno inspiegabile c’è un silenzio irreale, qualche addetto del Comune ha dato il via ai fuochi d’artificio. Che hanno coperto la benedizione. Ma sì, che sarà mai, ti metti a fare questioni di principio…. Sì, mi spiace, perché se c’è un evento che mette insieme i cittadini, credenti o meno, è quello della processione. Con i suoi riti, i momenti solenni – ad esempio l’uscita dalla chiesa, la consegna dei fiori al porto da parte del Comandante, l’imbarco del Santo sulle note della “Ritirata” della Marina, la già citata benedizione – e i suoi tempi. Chi gestisce l’evento dovrebbe almeno informarsi, perché come recita un vecchio adagio di casa nostra “ci vonno de fuligno li funari…“.

E comunque, evviva Sant’Antonio!  

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2 pensieri su “Niente processione di Sant’Antonio, finché c’è chi è pagato

  1. Solo una battuta non irrispettosa: ma almeno l’associazione che non so cosa e chi sia emette fattura !!! Se aspetti che in processione ci vada chi non pagato la vedo proprio dura !!!!!!

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