Mense, non c’è pace nemmeno a Pasqua
I consiglieri comunali di Forza Italia Marco Maranesi, Luciano Bruschini e Valentina Salsedo impugneranno gli atti della gara per le mense. Lo annunciano in una nota ricostruendo le loro perplessità e parlando di procedura “illegittima”. E’ la conferma dei veleni all’interno del Comune e di una situazione esplosiva. Ah, certo, dicono di avere come unico obiettivo i pasti dei bambini ma si capisce bene che dietro a questa vicenda, a parte il sindaco che come sempre non sa o non ricorda, c’è ben altro.
Lo scontro tra uffici, quello tra dirigenti e politici, quello tra segretario e dirigenza. Vicende che si trascinano da troppo tempo e che vanno necessariamente risolte. Forse ci penserà l’autorità giudiziaria, perché su questa storia delle mense da quello che si sa già si sono rivolti tutti “a chi di dovere” o stanno per farlo tra presunte pressioni e segnalate irregolarità nella formazione della commissione. Vedremo.
Una cosa è condivisibile del documento: in 48 ore si è sostituito il membro della commissione e ne è stato nominato un altro. Era facile, i nomi dall’Ordine dei commercialisti erano già arrivati, ma è segno evidente che la macchina quando vuole può fare atti a tempo di record.
Buona Pasqua!
Italo Calvino ne “Apologo sull’onestà nel paese dei corrotti”
“C’era un paese che si reggeva sull’illecito. Non che mancassero le leggi, né che il sistema politico non fosse basato su principi che tutti più o meno dicevano di condividere. Ma questo sistema, articolato su un gran numero di centri di potere, aveva bisogno di mezzi finanziari smisurati (…) e questi mezzi si potevano avere solo illecitamente cioè chiedendoli a chi li aveva, in cambio di favori illeciti. Ossia, chi poteva dar soldi in cambio di favori, in genere, già aveva fatto questi soldi mediante favori ottenuti in precedenza; per cui ne risultava un sistema in qualche modo circolare e non privo d’una sua armonia. Nel finanziarsi per via illecita, ogni centro di potere non era sfiorato da alcun senso di colpa, perché per la propria morale interna ciò che era fatto nell’interesse del gruppo era lecito; anzi, benemerito: in quanto ogni gruppo identificava il proprio potere col bene comune; (…) Avrebbero potuto dunque dirsi unanimemente felici, gli abitanti di quel paese, non fosse stato per una pur sempre numerosa categoria di cittadini cui non si sapeva quale ruolo attribuire: gli onesti”.
E domani parliamo di piani per la prevenzione della corruzione… Sic !
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