Le scuole a pezzi. Un’idea (e una sfida) al Comune 3.0

ambrosinicancello

Il cartello che informa della chiusura di quel passaggio “sino al termine dei lavori di messa in sicurezza” è malamente appiccicato sul cancello arrugginito della scuola di via Ambrosini. Quando venne Roger Waters il Comune di Anzio fece dipingere solo il cancello principale, lasciando il resto delle ringhiere a marcire, in parte coperte da un telo ombreggiante e in parte così: arrugginite e basta. E’ un’immagine che insieme alle transenne vale più di ogni altra cosa e chi amministra questa città, passandoci ogni giorno – troppo spesso, impunito, anche con l’auto in mezzo ai bambini – dovrebbe fare ammenda.

Lo scampato pericolo di ieri, la tragedia evitata, e le polemiche che ne sono seguite soprattutto sui social, la replica dell’assessore Nolfi, sono la parte superficiale della vicenda. Le scuole del nostro territorio sono a pezzi, non da oggi, e i controlli evidentemente non sono sufficienti. Perché un terremoto è imprevedibile, di una finestra arrivata al suo “fine vita”  qualcuno dovrebbe accorgersi. All’interno dell’istituto andando a fare un giro, all’esterno nei controlli che il Comune ha il dovere di svolgere e che  certamente eseguirà. O non?

Ieri ci è andata bene, a tutti: a chi ha i figli in quell’istituto – come chi scrive – alla scuola, all’ente che è proprietario dell’edificio. Preso atto di ciò, guardiamo oltre. Ha ragione l’assessore Nolfi, i soldi saranno certamente pochi, ma allora lanciamo un’idea.

Rendere pubblica, sul sito del Comune, la situazione di ciascun plesso. Una sorta di “scheda” – ci sarà sicuramente – con anno di costruzione, stato di manutenzione, interventi necessari per fare in modo che sia a norma e via discorrendo. Al tempo stesso rendere pubblici i finanziamenti che ci sono e quelli che sarebbero necessari. Basta con le delibere “spot” o le determine che escono mesi dopo (alla faccia della trasparenza) e dalle quali si capisce poco o – peggio – gli interventi solo a seguito di qualche problema. Ieri è successo a via Ambrosini, ma ad Anzio Colonia (plesso Falcone) sono anni che i genitori chiedono e segnalano, senza avere certezze. Fu necessario – andiamo a memoria – un accesso agli atti per capire che lavori erano stati svolti e da chi. Più recente la vicenda di Sacida, con l’impianto dei termosifoni in tilt

Ecco, sindaco Bruschini, assessore Nolfi, assessore Alessandroni: un quadro certo della situazione in modo che si sappia. Quanto è stato speso, per cosa,  e la programmazione che è stata fatta in questo delicatissimo settore. Quanto servirebbe ancora. Una bella sfida 3.0

Se poi facessimo qualche spettacolino in meno e dedicassimo qualche euro in più alle scuole non sarebbe male, ma è altro discorso. A tale proposito l’atto con il quale di fatto si “sana” la stagione estiva 2016  ciò che evidentemente non era stato previsto prima nonostante un bando, è un altro emblema del modo di agire di questa amministrazione e fa il paio – a pensarci bene – proprio con la finestra caduta e quel cancello arrugginito…

Quante cose più utili si potevano fare con questi ulteriori  39.186 euro….

 

 

 

Trasporto scolastico, l’azienda che lavora e il mistero del contratto non firmato

C’è una cosa che ormai sembra acclarata al Comune di Anzio. Si assegnano le gare, poi non si firmano i contratti. E’ emerso anche durante il processo per il caso Raimbow-Colarieti-Santaniello, è confermato in questi giorni con una vicenda che ha del paradossale.

E’ quella relativa al “trasporto scolastico e di assistenza con accompagnatore anni scolastici 2013-2016”. Una storia che rischia di diventare infinita e una sola certezza: l’azienda che ha vinto l’appalto ha svolto il servizio per tutto l’anno scolastico ma non è stata ancora pagata. Manca il contratto. La dirigente Angela Santaniello non lo firma, né altri in Comune lo fanno. Errori? La “disputa” tra dirigenti e amministrazione? Quella – neanche tanto velata – tra dirigenti e segretario? Cos’altro? Difficile saperlo

Un passo indietro: viene bandita la gara, la determina viene revocata perché c’è un errore nel conteggio dei chilometri e a quel prezzo sarebbe stato improponibile partecipare, viene fatto un ulteriore bando – stavolta con i chilometri giusti – si svolge di nuovo la gara e la vince la Sac mobilità. Tutto a posto? Nemmeno per idea, perché l’azienda che è arrivata seconda – Turismo Fratarcangeli – presenta ricorso al tribunale amministrativo regionale (Tar) del Lazio. Può succedere. Nelle more della decisione dei giudici amministrativi, però, il contratto non si firma.

Poi il Tar decide, siamo già al 15 aprile, “respinge il ricorso principale” e dà ragione al Comune. Sull’indizione della gara e sulla determina di assegnazione del servizio. Non solo, condanna anche il ricorrente a pagare le spese di giudizio al Comune stesso e alla Sac Mobilità. E’ finita? Macché…

Non basta una riunione allargata, né la soluzione che viene indicata in quella sede, la firma sul contratto non arriva. Intanto i bus – ogni giorno – continuano a trasportare bambini e il personale ad assisterli, l’azienda paga i dipendenti, il carburante, la manutenzione dei mezzi.

E un altro dei paradossi del Comune di Anzio è servito…