
Ci sono serate che ti riconciliano con la vita frenetica di tutti i giorni. “Segni d’autore”, al Forte Sangallo di Nettuno, è stato questo. La locandina con le immagini dei cantautori che hanno segnato la storia d’Italia e il fatto che l’iniziativa fosse di Giovanna Rinaldi, erano di per sé una garanzia. Con personaggi come Lucio Dalla o Pino Daniele, Fabrizio De Andrè o Lucio Battisti, sono cresciuto e ho fatto crescere i figli, quindi ogni occasione è buona per riascoltare i loro capolavori, ma anche quelli proposti al Forte da Battiato a Rino Gaetano, da Ron a Vecchioni, Bennato e De Gregori. Quella dell’altra sera è stata un’ottima occasione.
Giovanna, invece, non ha bisogno di presentazioni. La conosco da quando era poco più che bambina, mette talento, passione e la giusta dose di testardaggine in tutto quello che fa ed è cresciuta tantissimo anche nell’interpretazione ovvero nel restituire al pubblico non solo i testi in Lingua dei segni (Lis) ma anche a renderne il significato. Il sunto lo ha fatto egregiamente Roberto Alicandri, presidente del consiglio comunale di Nettuno, presente insieme all’assessore alla cultura, Roberto Imperato: “Abbiamo fatto casino – ha detto Alicandri – ma soprattutto cultura e inclusione”. Difficile dargli torto, perché “Segni d’Autore” è stato tutto questo. Uno spettacolo che ha celebrato la grande musica d’autore italiana attraverso un linguaggio universale fatto di musica dal vivo, teatro e appunto Lingua dei segni italiana, sulla quale Giovanna e la sua Aps Quattrotto sono diventati una certezza. Lo dimostra il progetto “Lascia parlare le tue mani”, un laboratorio di teatro-danza Lis nato con l’obiettivo di utilizzare la Lingua dei segni come autentico linguaggio espressivo capace di dare voce alle emozioni, coinvolgendo studenti, famiglie, artisti e persone con differenti abilità in un percorso condiviso di crescita umana e artistica.
Si è ballato e ci si è commossi, è stato possibile apprezzare le capacità della band “La Scelta” con il suo Social tour ma anche giovani talenti come Tommaso Onorato. Le donne presenti hanno messo gli occhi, diciamo la verità, su Mario Ermito che oltre a essere talentuoso è certamente una bella presenza. E poi tanti altri, da Ivana Pellicanò a Giovanni Proia, fino a Salvatore Gabriel Valerio. Un mix perfetto, fatto di parole, musica, ricordi e racconti. I protagonisti principali? Non ce ne vogliano gli altri, ma sono stati i ragazzi del laboratorio dell’assistenza specialistica dell’Apicio Colonna Gatti (ad applaudirli in platea anche la dirigente scolastica, Renata Coppola) e del progetto “Lascia parlare le tue mani”.
Giovanna, ancora una volta, ha saputo mettere insieme una “squadra” vincente, coniugare arte con inclusione e regalare emozioni. Brava!