Acqualatina, guasto riparato. Le cose che non vanno, i silenzi

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Il guasto è stato riparato stanotte, ieri sera Anzio è rimasta a secco, le attività hanno dovuto chiudere, i disagi sono stati enormi, i danni nella zona della perdita consistenti, lo spreco incalcolabile. E i disagi non sono finiti: oggi sono arrivate le autobotti al quartiere Marconi che ancora risente della carenza idrica, mentre in centro la pressione è limitata. Succede quando chiudi l’erogazione, è normale.

Un guasto può accadere, non c’è dubbio, parliamo di una rete vecchia di decenni, quello che non va è il sistema che c’è intorno ed è emerso in questa situazione.

Proviamo a ricapitolare

  1. Il pronto intervento non è tale, perché se uno telefona alle 23,15 di sabato e un reperibile arriva oltre un’ora dopo, capisce che la cosa è seria, chiede di far arrivare i tecnici e questi cominciano a lavorare solo 15 ore dopo qualcosa non quadra
  2. Cosa ha fatto, in 14 anni, da quando il Comune di Anzio ha ceduto i suoi impianti, Acqualatina? Esistono o meno le “partizioni” grazie alle quali interrompi il flusso idrico da una parte ma non lasci la città a secco? C’è o meno il “telecontrollo” più volte annunciato in conferenze stampa?
  3. E’ vero che c’è una sola squadra di pronto intervento per tutto l’Ato 4, 35 Comuni isole comprese, 3500 chilometri di rete idrica, 1000 di quella fognaria, 64 depuratori e via discorrendo?
  4. E’ vero che il personale locale, quello che ha la “memoria” degli impianti, è stato spostato ad altri servizi? E perché?
  5. A che punto è questa “Evoluzione dei sistemi” annunciata sul sito e che dovrebbe evitare situazioni come quella verificatasi tra sabato e domenica?
  6.  Quali e quanti investimenti sono stati fatti per Anzio dalla nascita di Acqualatina a oggi?
  7. La società è in regola con il pagamento dei ratei dei mutui dovuti per conto del Comune dopo la consegna degli impianti?

In tutto questo speriamo che il sindaco di Anzio, Luciano Bruschini, abbia fatto sentire la sua voce con la società – questa mattina – e abbia chiesto spiegazioni del ritardo nella riparazione.  Speriamo soprattutto che la faccia sentire domani, in  conferenza dei sindaci, e voti  la “sfiducia” nei confronti dell’attuale consiglio d’amministrazione che ha fatto il suo tempo.

Quelli che parlavano francese, prendevano maxi prestiti in Irlanda con la Depfa bank con in pegno le azioni dei Comuni accondiscendenti, quelli che prima hanno assunto senza regole e poi avviato lo stato di crisi, quelli che sono stati scelti in base ad accordi partitici e quelli che dov’è acqua svolgono il loro ruolo, hanno fatto il loro tempo. Speriamo che anche Bruschini se ne sia reso conto.

ps: va un sentito ringraziamento, comunque, a tutti quelli che hanno lavorato in giornate festive e d’estate, anche di notte. Sono altre le cose che non vanno

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