Quell’incarico singolare, le gare e la necessità di un intervento

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L’ingegnere ambientale Walter Dell’Accio ha tutta la comprensione possibile. E’ dirigente del settore ambiente dopo aver risposto a un avviso fatto dal Comune, è legato al mandato del sindaco e deve giustamente fare buon viso e cattivo gioco. All’attivissimo Maranesi che si lamenta dell’aumentato compenso previsto dai nuovi incarichi conferiti al dirigente pro tempore va detto che se uno lavora, è giusto pagarlo.

Ma prima ancora andrebbe sollevato il caso se a una persona, assunta su preciso avviso e per un ruolo specifico, possa essere o meno conferito un incarico più ampio. Di più, se a chi – questo è scritto sul curriculum pubblicato sul sito dell’ente – possiede una laurea triennale, possa essere conferita la dirigenza (che ne prevede una quinquennale, oltre all’esperienza) di unità organizzativa e di area. Non ce ne voglia il neo dirigente, personalmente ha tutta la stima possibile, ma qui va sollevata una questione di principio su un incarico che sembra a dir poco singolare. Può un infermiere dirigere un reparto di medicina? E un geometra il settore tecnico di un Comune? E un assistente sociale l’area amministrativa?

A rigor di logica sembra proprio di no. E cosa accadrebbe in una Asl o in un Comune dove ci fossero nomine del genere? Qui tutto tace. Il sindaco decreta, il segretario segnala ma non può (o non vuole) intervenire, servirebbe un ricorso al Tar sull’incarico che nessuno farà.Il mare, al solito, è una tavola. 

Sembra che l’incarico dato a Dell’Accio, insieme allo “spacchettamento” delle nomine (a ottobre, sul Granchio, si parlava già di una soluzione simile a quella presa oggi) sia stato dettato dall’urgenza. Voci, perché i decreti sul sito non ci sono, alla faccia sempre della trasparenza. Peccato siano passati cinque mesi da quella determina, cos’era urgente? 

Per questo all’ingegnere va tutta la comprensione, perché questo è un Comune dove si manda la gente allo sbaraglio e dove è ora che qualcuno si decida a intervenire. L’opposizione tace, il Prefetto benché con le valigie pronte per la meritata pensione vuole fare almeno un gesto? E’ urgente, signor Prefetto, creda….

Oggi è stata revocata l’assegnazione della gara dei rifiuti perché manca l’antimafia, sono mesi che si sostiene ciò ma si è “allungato” il brodo in ogni modo possibile pur di assegnarla a chi adesso se l’è vista revocare. Oggi è stata annullata la gara delle mense, con un intervento dell’Anac, mentre a chi sollevava dubbi si rispondeva che era uno scemo. Il Comune è al collasso finanziario e l’urgenza qual è? “Spacchettare” i dirigenti, mettendo addirittura alla berlina chi non ha i titoli ovvero riducendolo alla stregua di ispettori ambientali scelti senza criteri (salvo essere stati candidati con la lista Enea) e di associazioni “cancellate” dalla Regione, di realtà nate apposta per manifestazioni con il Comune, di soldi dati senza alcun criterio a spettacoli estivi e via discorrendo.

In otto anni – e dire che l’ex direttore generale oggi amministra – è stata sfasciata una parvenza di organizzazione che pure con i concorsi aveva visto l’inserimento di forze fresche. Per cosa? Le smanie della politica di “controllare” la macchina, far lavorare aziende amiche, quelle di alcuni dirigenti di sostituirsi a politici inadatti o comunque di poter fare ciò che volevano con qualche affidamento. Per il “tutti contro tutti” che pagheranno i cittadini.

Complimenti!

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2 pensieri su “Quell’incarico singolare, le gare e la necessità di un intervento

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