Quarta area addio, l’emergenza è la polizia locale. Ecco perché

organico

E’ a dir poco singolare quello che avviene con la dotazione organica e i piani di assunzione al Comune di Anzio. Ora l’emergenza sembra diventata quella della polizia locale – che avrà pure i suoi problemi e pagherà anche recenti scelte fatte dall’amministrazione nell’indicare i dirigenti – ma francamente dimenticare una delibera appena adottata sembra eccessivo. E farlo perché il comandante Samuele Carannante non è “organico” alla politica è ancora peggio.

Ma andiamo con ordine: la giunta ha approvato di recente, il 27 ottobre, la riorganizzazione dell’ente creando la cosiddetta “quarta area” che serve, fra l’altro, a ridurre l’area di influenza del segretario che è pure al tempo stesso controllore e controllato. Contraddicendo quello che sosteneva da consigliere comunale e che di fatto sta avvenendo con una serie di “posizioni organizzative”, il vice sindaco Giorgio Zucchini ha dato il via libera allo spacchettamento delle diverse realtà interne al Comune e appunto alla creazione di un ulteriore dirigente. Delibera immediatamente esecutiva – ma della quale finora non si vedono gli effetti – e con il parere del segretario generale  secondo il quale “vista l’istituzione di una quarta area dirigenziale amministrativa, diventacondizione indispensabile prevedere nel piano assunzionale la copertura dell’incarico”. Che nel 2015 non si copre, a meno che oltre alla polizia locale il dirigente che arriva dalla Provincia di Roma vada a fare anche quello. Non lo sappiamo, è noto che sulla materia si è soliti navigare a vista. Di certo con una dirigente sospesa perché condannata per abuso d’ufficio in primo grado, uno che viene pagato ma non può svolgere incarichi per la condanna definitiva per corruzione a Ravenna ed è al centro di un contenzioso con il Comune, uno dell’area tecnica ormai pensionando come quello dell’area economico-finanziaria, forse di tutto c’era bisogno fuorché del dirigente della polizia locale.

Ma tant’è, sembra che al tempo stesso risponda a due requisiti: togliere di mezzo Carannante e non rompere gli equilibri politici per gli aspiranti dirigenti di quella famigerata “quarta area”. In maggioranza, è evidente, c’è chi vorrebbe Tizio e chi Caio, servirebbe un concorso, far arrivare oggi da fuori qualcuno significherebbe scatenare un terremoto politico – già, a tanto siamo arrivati – in una maggioranza che già vacilla, ma che alla fine resta sempre in piedi. Grazie a equilibrismi del genere.

Non discutiamo le capacità di chi arriva, aspetteremo di vederlo all’opera, ma sappia che il comandante che viene per l’ennesima volta messo da parte “paga” per aver espresso più di qualche perplessità sugli ispettori ambientali, ad esempio, oggi finiti agli onori della cronaca. O per aver multato un consigliere comunale che aveva occupato più suolo pubblico di quello autorizzato, o per aver dato parere negativo ai vari “mercatini” di riferimento di qualche assessore. Poi Samuele Carannante non sarà questo scienziato, i vigili avranno pure bisogno di una “scossa”, ma il nuovo dirigente sappia che la classe politica ad Anzio “pretende“. Auguri!

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