Nerone, il National geographic, l’occasione da non mancare

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Adesso ce lo dice anche il National geographic e il Messaggero, giustamente, lo riprende. Nel servizio del noto mensile c’è quello che si dovrebbe fare – e ci ostiniamo a ignorare – per il sistema turistico di questa città. Mettere in relazione il suo più illustre cittadino, Nerone, a Roma e a ciò che l’imperatore ha lasciato. Chi ha avuto la fortuna di visitare la Domus Aurea subito dopo la riapertura, ormai qualche anno fa, ha sentito dire che quella splendida dimora venne fatta costruire dopo l’incendio di Roma e che quando scoppiarono le fiamme “Nerone era nella sua villa al mare di Anzio, dalla quale si precipitò”. Basterebbe questo, basterebbe collegarsi al sistema museale romano seriamente, inserirsi in percorsi che consentono a chi visita la Capitale e viene per le bellezze romane di arrivare anche ad Anzio. In un programma tutto dedicato all’imperatore e concittadino. La “Strada di Nerone”, per esempio… Il compianto Guglielmo Natalini aveva iniziato a girare il mondo per partecipare ai convegni su Nerone. Peccato si facciano ovunque ma non qui. L’intuizione del sindaco Luciano Bruschini di far realizzare una statua all’illustre concittadino è stata una delle poche cose condivisibili della sua precedente amministrazione, ma lasciare la statua isolata e fuori da qualsiasi contesto di promozione è perfettamente inutile.

Si sta creando, intorno all’area delle Grotte note appunto come di Nerone, un movimento d’opinione mai visto prima che l’amministrazione, però, sembra snobbare. In Regione c’è la proposta di monumento naturale. Ora c’è anche questo ampio servizio di una delle riviste più prestigiose al mondo. Cosa aspettiamo?

Vogliamo, per una volta, lasciare da parte una visione personalistica delle cose del tipo il museo è “mio”, il parco “tuo” e chi organizza campagne come quella del Fai è malvisto?

Vogliamo, per una volta, guardare alla luna di un personaggio intorno al quale costruire un segmento di iniziative turistico-culturali piuttosto che al dito della sagra “mia” e dello spettacolo “tuo”, con tanto di sponsorizzazione di questo o quel consigliere comunale? Vogliamo smetterla con la Pro Loco “mia” e quella “tua”? Con i personalismi?

E’ evidente che per immaginare una “Strada di Nerone”, pensare che un giorno si possa fare per Anzio ciò che è stato fatto per gli etruschi a Cerveteri, si deve cambiare totalmente mentalità. A cominciare dalle “prebende” per accontentare gli amici degli amici che propongono spettacoli, spesso anche di dubbio gusto, e trovano spazi se non addirittura finanziamenti.

E chissà che dopo la “Strada di Nerone” non ne arrivi una dello sbarco, una dell’eno-gastronomia tipica, una della natura… Ma occorre fare progetti, pensare in grande, mettersi insieme al di là degli schieramenti. Per questo difficilmente accadrà. Teniamoci, dunque, il momento di gloria su una rivista prestigiosa. Siamo ad Anzio… 

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2 pensieri su “Nerone, il National geographic, l’occasione da non mancare

  1. Dall’articolo non mi è ben chiaro cosa “è stato fatto per gli etruschi a Cerveteri”: il link riporta ad una mostra fatta a Roma. Ci si riferisce forse al nuovo tour multimediale nella necropoli?
    (No perchè a parte quello, a mia memoria la Banditaccia versa purtroppo in uno stato di degrado quasi paragonabile a quello della Villa di Nerone…)

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