Agostino Gaeta si ferma, brutto giorno per la libertà

gaeta

Quando un giornalista si ferma è sempre una cosa grave. Agostino Gaeta può stare più o meno simpatico, si può condividere o meno quello che scrive e il modo come lo fa, ma oggi è un giorno brutto per la libertà di espressione. Mi occupo poco di Nettuno, ma il clima non mi piace affatto. 

Da domani eviterò perfino di andare in giro per il paese. Si è insediato un sistema di stampo mafioso che limita le libertà individuali…” C’è bisogno di aggiungere altro? Sono parole pesantissime quelle di Gaeta, al quale – non dimentichiamolo – è anche già andata a fuoco un’auto. Ora, con quello che sta accadendo a Nettuno, la sua trasmissione su Youngtv – il titolare della quale segnalò uno strano controllo ormai tempo fa – andava a mille. Però Agostino si ferma.

Chi lo ha minacciato e perché? E’ quello che vorremo vedere scritto sul prossimo numero del suo Controcorrente, come denuncia pubblica di una situazione che a Nettuno – ma in parte anche ad Anzio – non è più sostenibile. Spesso con Agostino sono stato in disaccordo, ora gli esprimo tutta la solidarietà possibile e gli dico di non mollare. 

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4 pensieri su “Agostino Gaeta si ferma, brutto giorno per la libertà

  1. AGLI ORGANI DI INFORMAZIONE
    Il metodo è mafioso.
    Minacciare consiglieri comunali,sottoporli alla vergogna del pubblico ludibrio, estorcere un voto in consiglio comunale e compiere ritorsioni finalizzate all’interesse privato, è di fatto un richiesta di pizzo. Assicurarsi che l’attacco mafioso alla città si trasformi in un caso giudiziario di malgoverno, è un inedito mondiale se gli organi di Polizia diventano strumento perché più certa ed efficace sia la pressione.
    E’ terribile il populismo che si scatena ed è perfino palese l’associazione di stampo mafioso che si fa passare come una sorta di Tribunale del popolo che ha acquisito il potere di giudicare,condannare,infliggere pene: mi viene da ridere al pensiero che la Guardia di Finanza sta per arrestarti..ti dovranno menare per farti fermare…ed a seguire un gruppetto di affiliati che esprimono opinioni violente su Facebook che potrebbero trasformarsi in valide ragioni per armare l’esasperato.
    Il ricorso alla denuncia sui presunti misfatti dei politici diventa merce di scambio di trattative che con molta probabilità potrebbero già aver dato il loro esito: un rimpasto di giunta e quasi certamente più certe si faranno le richieste in materia di edilizia privata con l’autostrada aperta dal sindaco di un PRG decaduto che gli consente di mettere sul piatto della trattativa l’edificabilità delle aree a verde pubblico.
    Il paese è stato letteralmente occupato e finisci nel tritarcarne dello sputtanamento se solo ti permetti di fermarti al bar con persone che non sono gradite al boss: …cosa vi siete detti si scrive sul Social Network che si trasforma in una lupara pronta a sparare, ad ammazzarti moralmente a distruggere intere famiglie che non potranno reggere in attesa che passino lunghi anni per avere giustizia. Ma quale giustizia: una condanna per diffamazione,ingiuria? E’ roba da dilettanti per chi ha conosciuto ben altri e più importanti percorsi giudiziari.
    Sta per passare l’idea che quell’estemporanea protesta solitaria che si sta trasformando in associazione di evidente matrice mafiosa, possa sostituirsi al potere giudiziario o ancor peggio che abbia un mandato per avviare “indagini preliminari” su Facebook o che il paese sia stato assoggetto ad un regime di Legge Speciale. E si ha l’impressione che il mancato intervento dello Stato avrà anche una sua logica,quasi a voler attendere perché più importante diviene prendere i mandanti o scardinare alla radice l’infiltrazione profonda di cui si ha la percezione, ma quanta gente dovrà essere insultata,umiliata, perseguitata,violentata,beffeggiata,maltrattata in nome e per conto di una falsa e presunta giustizia popolare che si autocelebra per sconfiggere il malgoverno o le presunte ruberie dei politici? E’ ipotizzabile che una, una sola persona non riesca a reggere alla vergogna ed alla rabbia di aver subito l’oltraggio mediatico e si ammazzi? Si.
    E’ ipotizzabile che tanti figli di perseguitati possano subire un trauma a vita. Si.
    Ed è accettabile che nell’era della globalizzazione possa esibirsi ed erigersi a spettacolo quella che è una inaudita persecuzione?
    Perché anche coloro che davvero potrebbero aver commesso fatti delittuosi in ambito amministrativo hanno dei diritti inviolabili di giusto processo, di legittima difesa, di rispetto della persona. Perché questo spiega anche le ragioni per cui il nostro Paese subisce continui richiami e procedure di infrazioni dall’Europa in materia di giustizia.
    Non penaste che non abbia paura. Non pensate che non metta nel conto la mia incolumità. Ma che senso avrebbe la mia vita se solo accettassi l’omertà, se facessi passare anche solo l’idea che il silenzio è più conveniente..immagina di umiliami il boss quando scrive: stai in bianco come un’arzilla,quasi a prendersi beffa di una condizione economica e davvero non ce la fa a capire che anche quella è una evidente intimidizione e lo stesso identico metodo che la camorra usava contro Roberto Savino all’epoca di Gomorra.
    Ho interrotto la trasmissione televisiva “Ocriculum” su Young TV. L’ho fatto quando il boss ha immaginato che avrebbe potuto condizionare l’intervista a Marcello Armocida che aveva chiesto la possibilità di rispondere alle accuse a suo carico. Era dovuto da parte nostra un diritto di replica ancor più un obbligo dopo che dalla stessa emittente erano state lanciate accuse nei suoi confronti. Era un obbligo fermare la trasmissione quando la furbesca azione mediatica su Facebook mi intimava a rispettare l’imposizione di domande che aveva preparato ed a cui avrei dovuto sottoporre l’ospite, lasciando intendere che il mancato rispetto di quella richiesta sarebbe stata di fatto un’accusa di inciuci.
    Ho chiuso il profilo facebook perché è stato di fatto trasformato in uno strumento di reato, di condizionamento e di ricatto e la libera espressione e trasmissione di idee, una conquista sociale,non può trasformarsi in un moderno concetto criminale di mafiosità.
    Ho preso le distanze da un tentativo di condizionamento nei confronti della stampa locale perché è un obbligo garantire la corretta informazione, ed è altrettanto un obbligo la denuncia,né ho voglia di sentirmi vittima di un ricatto.
    Ho grande rispetto per la magistratura,per la giustizia. Ho forte il senso dello Stato,pulso fermenti di libertà che s’insinuano nella coscienza e producono adrenalina concentrata che nutre ed ossigena le cellule e mi fanno sentire uomo,sempre più uomo e non sottoprodotto di una marca scaduta o di una specie in estinzione..boss ammazzami pure. Fallo con il mitra,con una P38 o con facebook,ma non rinuncio alla libertà.
    Agostino Gaeta

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