Gli ispettori ambientali raddoppiano, i dubbi si moltiplicano

ispe

Delle loro sanzioni non c’è ancora traccia, mentre il Comune di Anzio è pronto a raddoppiare i fondi a disposizione degli “Ispettori ambientali”. Vale a dire di circa 40 persone, prese da associazioni di volontariato – alcune delle quali non iscritte ai rispettivi registri regionali – e trasformate con decreto del sindaco in “pubblici ufficiali incaricati di pubblico servizio”.

Al primo stanziamento di 20.000 euro per i rimborsi spese, è pronto ad aggiungersene un altro di eguale entità.

I risultati degli ispettori? Messe le mostrine virtuali sulle spalle, dedicato un dipendente del Comune a seguirli, pagata un’assicurazione che alla polizia locale non è riconosciuta, nessuno sa dire cosa facciano. Non solo, c’è il rischio che quello che stanno facendo sia completamente inutile.

Il dirigente della polizia locale commentando un post in questo spazio, ma anche attraverso una lettera al sindaco, ha fatto sapere che non c’entra nulla con la gestione degli “ispettori” voluti dall’assessore all’ambiente Patrizio Placidi.

Ma sorge più di qualche dubbio anche sui decreti di nomina fatti dal sindaco quando si legge che gli ispettori devono espletare “tutte quelle attività connesse all’identificazione delle persone colte in flagrante mentre compiono atti illeciti e all’accertamento di detti atti”. A che titolo? Sembra proprio che i decreti firmati da Luciano Bruschini – che sul sito del Comune, tanto per cambiare, non compaiono – e il “giuramento” degli ispettori siano solo carta straccia. O quasi. 

Così come, a livello preventivo, questi ispettori fanno poco o nulla. E’ vero, ci sono cittadini incivili che gettano i rifiuti ovunque e quelli hanno torto a prescindere, ma con una “macchina” del genere messa in moto e volontari preparati si organizzano servizi laddove le discariche sorgono come funghi. Oggi o domani, se tutto fosse regolare, si “pizzica” l’incivile e lo si sanziona per bene.

Invece qui si spendono 40.000 euro per avere segnalazioni che forse diventeranno sanzioni. O forse si spendono per accontentare qualche associazione “amica”, dato che nessuno ha mai ufficialmente saputo che il Comune cercasse ispettori ambientali e quali fossero i requisiti da soddisfare. Il tutto dimenticando che il ruolo di sanzionare si poteva affidare – senza incorrere in potenziali errori – al personale in servizio per la nettezza urbana. Come è stato fatto altrove e in realtà diverse sempre in collaborazione con la polizia locale.

Qui, invece, si è dimenticato anche che il capitolato d’appalto prevede – fra l’altro – che la ditta aggiudicataria vigili sulle “isole” ecologiche (a Lavinio e Lido dei Pini) nei giorni di apertura affinché i rifiuti lasciati dai turisti siano conferiti al meglio.

Un’ultima chicca. Gli ispettori con le mostrine virtuali oltre al rimborso spese hanno – a quanto sembra – anche un altro benefit: il parcheggio gratuito per le loro auto come “addetto ai servizi istituzionali”. Rilasciato da chi e a quale titolo è tutto da scoprire… E come si dice ad Anzio, si passi la battuta,  l’omo campa…

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