Il porto e Paulus, un caso emblematico

 

Quell’area, dal poco che si apprende, sarà una di quelle dove inizieranno i lavori del nuovo porto, una volta invertito il cronoprogramma con la Regione Lazio. Quell’area, ancora oggi, è in dotazione all’associazione “Paulus” nonostante una delibera di revoca del Comune di Anzio. Associazione che si occupa di inserimento sociale dei disabili e che, di recente, è stata oggetto di una condanna in primo grado della Corte dei conti per partecipanti “fantasma” a corsi di formazione regionali. L’associazione con “Anzio città d’Europa, città per tutti” approda – è proprio il caso di dirlo – in quella banchina nel 2007, assessore ai servizi sociali Alberto Alessandroni. Due anni prima c’era stata la firma della convenzione. Poi qualcosa si è “rotto” e lo spazio era stato revocato. Ma resta tutto ancora lì… Nonostante il Comune sia, ormai da tempo, già concessionario di quello spazio. Ora lo diventerà la Capo d’Anzio e oltre la vicenda “Paulus” ce ne saranno altre e ben più serie da affrontare: da come si fa a realizzare un porto vendendo appena 25 posti alla situazione debitoria, dai rapporti con il privato a quelli con la Regione. Speriamo che almeno in questo piccolo ed emblematico caso la società a maggioranza pubblica (il 61% è del Comune, il 39% di Marinedi, il gruppo che fa capo a Renato Marconi) voglia spiegare come intende procedere…

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