Le cooperative, le gare e il sindaco che non sapeva…

Non sapeva. Altrimenti “in un quarto d’ora” avrebbe risolto. Il sindaco di Anzio, Luciano Bruschini, ci ha abituato ai “non so” ma quanto emerso durante l’ultimo consiglio comunale ha a dir poco del singolare. Peccato che nessuno abbia colto la notizia, tra stampa presente e opposizione. Ma basta risentire lo streaming. Il sindaco non sapeva della vicenda della cooperativa “Parco di Veio” che subentrava alla “Gi.Va.” e rispondendo a un’interrogazione del consigliere Giuseppe Ranucci ha sostanzialmente affermato di essere per l’affidamento diretto nelle occasioni in cui si può fare. Ha poi spiegato: “Perché si è arrivati alla gara? Quando un dirigente sente continuamente dire che le cooperative sono di questo o quell’altro, avverte il clima di tensione, è indotto a evitare che questo accada”. Rispetto a quanto accaduto quella mattina il sindaco ha giustamente ricordato che la legge non imponeva il passaggio da una società all’altra dei dipendenti e che i propri diritti vanno fatti valere rispettando le norme. Il sindaco non sapeva, è evidente, che la “Gi.Va.” aveva avuto per presidente – fino alla campagna elettorale – la poi consigliere comunale Valentina Salsedo e che la “Parco di Veio” nel riassumere alcuni dei lavoratori per il servizio vinto ha scelto proprio i suoi affini. Lo stesso sindaco, evidentemente, non sapeva che il suo assessore Sebastiano Attoni diceva ai lavoratori non riassunti di mettersi di fronte al cancello di Villa Adele e non far entrare nessuno. Né che diversi consiglieri comunali erano lì. In consiglio, però, ha affermato che una soluzione si poteva trovare “mettendosi intorno a un tavolo, con soddisfazione di tutti”. Invece – è lo stesso Bruschini a dirlo – i dirigenti e funzionari “sentono pressione” e nel caso specifico “le vostre critiche continue” così “è stata fatta la gara ed è andata com’è andata, con dispiacere di tutti”. Sono stati avviati, con le critiche “percorsi tali che hanno portato a risultati opposti”. Della serie – ma certamente avremo capito male – non rompete, vediamocela tra noi, si possono accontentare tutti.

Com’è stato finora (anche se il sindaco probabilmente non lo sa) al punto che proprio sulle vicende dei rifiuti c’è un fascicolo per voto di scambio che è seguito dalla Guardia di Finanza. Com’è sempre stato per chi ha scambiato le cooperative per serbatoi elettorali, illudendo molti “soci” che avrebbero lavorato solo in quel modo. Il sindaco non sa – anzi, lo sa benissimo – che se le cooperative e qualche forzatura ci sono sempre state, ai livelli raggiunti di recente non eravamo mai arrivati. E che aver abusato di questo sistema ha portato a tanto. E che la “guerra” interna alla maggioranza è spesso frutto di chi fa un lavoro in più o in meno, chi organizza una sfilata e chi un’altra manifestazione.

Le pressioni sui dirigenti? Qui e in altre sedi, più volte, si è sostenuto che in molti casi se le sono “cercate” dando troppo retta alla politica. Per quieto vivere, magari, per non farsi scocciare più di tanto nella gestione ordinaria, ma alla fine quando la corda si tira troppo viene spezzata. E’ successo, ormai, e difficilmente “mettendosi intorno a un tavolo” si riuscirà a ricucirla. Ben vengano tutte le gare del mondo, allora, soprattutto se in molti casi i servizi affidati direttamente e poi prorogati hanno significato un tentativo di “aggirarle” sul quale la Procura ha svolto e sta svolgendo più di qualche accertamento.  

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