Conosco Francesco da una vita, almeno lasciatemi i dubbi

Conosco Francesco Osanna da quando è poco più che ragazzino. Lui studente, io giovane cronista a “Latina Oggi”. Il corteo passava in Corso della Repubblica, i manifestanti mi mandavano a quel paese, poi salivano con il comunicato “che ce lo pubblichi”? Io, che tenero non sono mai stato, rispondevo che l’avrei pubblicato, certo, ma solo dopo aver restituito il “vaffa” ricevuto poco prima.

Da allora sono passati anni, Francesco si è fatto strada da solo, ha lasciato la politica attiva quando era fianco a fianco a una giovanissima Giorgia Meloni, ha detto basta con la “Comunità” – come la chiama chi appartiene a quel mondo – e “si è fatto da solo”. Lavorando a livello internazionale. Un successo partito dal basso, facendosi carico anche delle vicende familiari.

Ora che si trova agli arresti domiciliari e adesso che pur restando giornalista non mi dedico più alla cronaca in prima persona, capisco perfettamente che il provvedimento che lo riguarda “fa” notizia.

Figuriamoci, uno così conosciuto, con il suo curriculum politico, uno che è arrivato dal nulla, accusato di maxi raggiri. Però, conoscendolo, mi chiedo: è possibile? Leggo il comunicato della Finanza, i pezzi dei colleghi, la notizia è in home su tutti i siti pontini. So che non potrebbe essere altrimenti. Poi leggo la nota mandata dall’avvocato Salvatore Sciullo per conto di Francesco e scopro che per le vicende contestate è stato già processato e assolto. Inevitabilmente, la replica non ha lo stesso spazio.

Però c’è scritto che oltre le assoluzioni, Francesco ha pagato tutti e io ci credo. Se colpevole o meno, sarà un processo che finirà chissà quando a dirlo. Nel frattempo la cronaca fa il suo corso, molti sono pronti a scatenarsi, i leoni da tastiera “sguazzano” e allora io voglio essere una voce contro. Perché conosco Francesco e perché – come diceva Norberto Bobbio – “compito degli uomini di scienza, è seminare dubbi e non già raccoglier certezze”.  Io che non sono uomo di scienza, provo semplicemente a ragionare. Perché ammesse pure tutte le cose che dice la Finanza, se davvero siamo di fronte a contestazioni già chiarite allora siamo di fronte a un classico errore giudiziario.

Vicende sulle quali saranno la Procura, da un lato, e la difesa, dall’altro, a portare avanti le proprie tesi. Io esprimo semplicemente i dubbi di chi prova a capire meglio cosa è successo ma soprattutto la mia vicinanza personale – per quel poco che conta – a Francesco e a chi condivide con lui la vita.