Ciao Angelo, sempre e per sempre dalla stessa parte…

cofini

Angelo Cofini (foto ilgranchio.it)

Questa mattina sarà dato l’estremo saluto ad Angelo Cofini, a tutti gli effetti un punto di riferimento del quartiere di Anzio Colonia, del quale aveva fondato anche uno dei primi comitati di cittadini.

La notizia della sua scomparsa, al tempo dei social, mi ha raggiunto mentre ero lontano da Anzio e impossibilitato a scrivere qualcosa. Provo a recuperare oggi, partendo da una frase di Francesco De Gregori: “Sempre e per sempre, dalla stessa parte, mi troverai….”

Ho conosciuto Angelo lì, ad Anzio Colonia, quando ero poco più che bambino. Lui, comunista, io che frequentavo la parrocchia. Estrazioni diverse, cosa che all’epoca pesava, ma alla fine la stessa attenzione verso chi aveva bisogno. Volontario lui, altrettanto io. E se c’era da “dare una mano“, si faceva e basta senza pensare a chi si “apparteneva“.

Oggi che non c’è più, lo stanno ricordando tutti – e giustamente – per non essere mai venuto meno a quell’appartenenza di partito, di ideale comunista con il quale era nato e con il quale è morto. Lo ritrovai anni dopo – già scrivevo – nel tribolato passaggio da Pci a Pds, nella sezione dove oggi c’è un barbiere indiano a discutere dell’ingresso in Rifondazione, ma poi ogni volta che c’era un’iniziativa ad Anzio Colonia sempre lì, a “dare una mano“. Lo ha fatto fin quando ha potuto, anche come “nonno vigile“, raccontandomi che lui andava in strada da volontario, altri se non arrivava il rimborso si fermavano.

Era un’ingiustizia, piccola ma ingiustizia, e lui aveva nell’animo di combatterle. Tutte.

Anche per questo era un piacere incontrarlo,  sapere della stima che nutriva e che gli permetteva di dire senza peli sulla lingua se qualcosa che avevo scritto non gli era andata a genio.

Era una persona umile, un cittadino “normale“, impegnato dal punto di vista civico pur con un’appartenenza marcata, con   la forza di chi, per un’ideale e per scelta di vita, sapeva stare dalla parte degli ultimi. Sempre.

Abbraccio i familiari, Daniela in particolare che mostra i geni paterni nelle battaglie che sta portando avanti contro la violenza di genere. Angelo ne sarà fiero.

 

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