Rifiuti, Placidi “perde”. L’appalto resta alla Camassa

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Accoglie l’appello di Camassambiente S.r.l., e, per l’effetto, in riforma della sentenza appellata, accoglie il ricorso incidentale proposto dalla stessa in primo grado ed annulla l’aggiudicazione con esso impugnata“.

Lo scrive il Consiglio di Stato,  nell’attesa sentenza che ha tenuto con il fiato sospeso la politica di Anzio, i lavoratori del settore, tutti coloro ai quali l’assessore all’ambiente Patrizio Placidi aveva promesso che sarebbero entrati se avesse vinto la Ecocar-Gesam.

Si scrive, speriamo, la parola fine alla telenovela di una gara vinta da Ecocar-Gesam, non assegnata per la vicenda dell’interdittiva antimafia con il passaggio alla Camassa che era arrivata seconda, ricorsi e contro-ricorsi, la dichiarazione senza mezzi termini dell’assessore che in Consiglio comunale affermò di “preferire” la prima perché garantiva più posti di lavoro. Anzi, arrivò addirittura – cosa senza precedenti – a “intimare” al dirigente di assegnare alla Ecocar l’appalto dopo la pronuncia del Tar.

Finisce, ci auguriamo, anche l’alibi di una raccolta differenziata che in centro non è partita perché si aspettava la sentenza, di un servizio scadente sul territorio – basta guardarsi intorno – e un contratto che non si firmava sempre in attesa della pronuncia del Consiglio di Stato, di dipendenti che lamentano la scarsità di mezzi a loro disposizione perché la Camassa non li dava tutti, aspettando sempre la famosa sentenza.

Ora non ci sono più scuse: per Placidi, anzitutto, il quale deve fare in modo che il servizio funzioni e smetterla di prendere in giro i cittadini. Anzi, dopo aver chiaramente parteggiato per Ecocar ed essere uscito sconfitto, dovrebbe avere la bontà di farsi da parte. Messe insieme la vicenda biogas e questa, è il caso che l’assessore tolga il disturbo e con lui il sindaco che dopo il “richiamo” allo stesso Placidi lo ha lasciato al suo posto. Già, gli equilibri….

Non ci sono più scuse per la Camassa, che deve rispettare il capitolato e mettersi in regola con tutto ciò che è previsto. Né per i lavoratori, i quali adesso hanno la certezza di chi è il loro interlocutore, hanno il diritto di pretendere ciò che spetta loro ma anche il dovere di svolgere al meglio il loro compito.

E’ durata sin troppo questa vicenda, è noto che quando ci sono di mezzo i Tribunali le certezze sono poche, adesso è bene che si cominci a dare alla città il servizio che merita.

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