Porto, ci mancava solo la Befana

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Siamo in Italia e può succedere di tutto, anche che un giudice decida all’Epifania su un ricorso  presentato il giorno precedente. Ce lo dice il Circolo della vela di Roma, nel comunicato che trovate in un post su questo stesso spazio.

Certo, al porto di Anzio mancava solo la Befana dopo le mille peripezie di questi anni. Se il Circolo resterà o meno in quella sede è da vedere. Di certo non è titolare di concessione, a oggi, né paga il canone secondo quanto riferisce sui social network il presidente della Capo d’Anzio Luigi D’Arpino.

Quando da bambini giocavamo negli oratori, di fronte alle rimostranze per una sconfitta sentivamo dire “e stacci no...” qui sembra, invece, che dopo aver declinato l’invito (fatto proprio dagli altri circoli velici e dai cantieri) a firmare la manleva per restare al proprio posto e aver perso il ricorso al Tar, il Circolo non voglia starci. Legittimo, sicuramente, ma è ora di finirla di dire che si vuole il porto sperando – sotto sotto – che lo status quo non muti.

La Befana porta una decisione favorevole al Circolo (aspettiamo la sentenza) e anche un’aumentata confusione intorno alla vicenda porto.

Sul consiglio d’amministrazione convocato per il 15 gennaio dopo che sulla data ipotizzata del 5 abbiamo sentito versioni disparate, si è nuovamente concentrata l’attenzione della politica locale. Si dice che il sindaco è pronto a cacciare chi non voterà per il bando.

Si dice anche, soprattutto tra chi del porto non s’è mai interessato, che il bando è l’unica soluzione. Non si dice, però, che servirà oltre un anno per arrivare a una eventuale gara né che l’intento – anche qui sotto sotto – è quello di affidare con una sorta di “trattativa privata” il lavoro, una volta che il bando andasse deserto. Ah, ma non avevamo chiesto alla Regione di invertire il crono-programma proprio perché il bando precedente non aveva visto partecipanti? E non dovremmo coinvolgerla di nuovo?

Non si dice che il sindaco ha firmato con il socio privato, Renato Marconi, dopo aver evitato di fargli causa nel 2012, una “road map” dopo precisi impegni in assemblea e che o la Capo d’Anzio gestisce l’attuale secondo quel piano finanziario o chiude.

Si evita di dire, poi, che c’è la mannaia della cessione per legge delle quote pubbliche della Capo d’Anzio e che la via d’uscita – portata in Consiglio a marzo ma mai discussa perché la proposta era di Candido De Angelis (la chiamano “politica“…) – non si vede. Né si dice che abbiamo mandato alla Corte dei Conti un piano di razionalizzazione su un modulo pre stampato dal quale il professionista ha evitato persino di togliere le frasi “digitare qui…” e che abbiamo quantomeno fatto una figuraccia.

Non si dice che la “politica” – sempre lei – minaccia di mandare a casa Bruschini se gli ormeggiatori (i quali hanno molte più ragioni del Circolo della vela) non continueranno a stare lì a fare quello che hanno sempre fatto ma che per alcune cose non si potrebbe fare….

Interessa davvero questo porto? Interessano le sorti della Capo d’Anzio? Più passa il tempo e più sembra il contrario. Ci mancava solo la Befana.

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