Il Consiglio “aggirato” e il singolare caso privacy

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Speriamo che stavolta nessuno si offenda, ma alla vigilia del Consiglio comunale che chiuderà l’anno politico ad Anzio – la convocazione è prevista per il 28 dicembre – c’è qualcosa che non torna.

L’impressione è che su più di qualche argomento il Consiglio sia “aggirato“, per questo sarebbe bene avere dei chiarimenti. Proviamo ad andare con ordine.

C’è un ufficio del Comune, quello delle politiche delle entrate, che diffida consiglieri e assessori a pagare il dovuto all’ente pena l’incompatibilità. Materia, quest’ultima, di competenza del Consiglio. Esce fuori la vicenda, c’è la nota storia dello “sgarrupato“, ma sono passati due mesi e i consiglieri – unici chiamati a decidere su eventuali incompatibilità – non sanno ancora qual è la reale situazione. E se la ignorano loro, figuriamoci i cittadini che li hanno eletti. Sulla questione – rispetto ai destinatari delle lettere – torneremo più avanti.

C’è un consigliere dell’area metropolitana che paventa l’incompatibilità di Cristoforo Tontini – eletto nei 5stelle ma al centro da mesi di scontri interni al movimento di Grillo – e la vicenda anziché essere affrontata nella sede del Consiglio comunale è “risolta” da una nota del segretario generale il quale,  nell’ultima seduta, aveva riferito essere tutto a posto. Ma, lo diciamo da profani, non si dovrebbe conoscere e poi votare?

C’è la vicenda porto, poi, che si sta giocando tutta fuori dall’aula dove il 61% delle quote detenute dai cittadini di Anzio è rappresentato. Si parla di una fidejussione che il Comune è pronto a pagare – previa delibera di giunta – ma di quello che vogliamo fare della società nulla è dato sapere. E dire che c’è stata anche la pronuncia, “snobbata” dal socio di maggioranza che non ha inteso fare comunicati, del Tar a favore della Capo d’Anzio che ha chiuso il contenzioso con gli ormeggiatori.

Ebbene manca il piano di razionalizzazione, c’è la scure della Corte dei conti sulla fidejussione, quella dell’Unione europea sul progetto Life e tutto fila liscio. Anzi, c’è chi continua a fantasticare del bando

C’è la storia della contro-relazione del Ministero dell’economia che respinge buona parte delle risposte del Comune. Qui la memoria – e uno streaming “de noantri” – potrebbe difettare. Qualcuno dei consiglieri ha mai chiesto al sindaco cosa ha fatto a riguardo e a che punto è la situazione?

C’è la variante – perché come tale si palesa – dell’area “Puccini” votata in giunta e sulla quale un comitato di cittadini si sta muovendo. L’urbanistica è materia, notoriamente, di Consiglio comunale e se pure – come dice l’assessore Attoni – siamo in presenza di una “variante non sostanziale” – è inimmaginabile far finta di nulla.

Vedremo se il 28 qualcuno chiederà lumi su queste vicende.

Dicevamo della presunta incompatibilità per i “morosi” e la privacy dei destinatari. Dal Comune hanno risposto, genericamente, che i nomi non possono essere forniti. Ci siamo rivolti al garante della privacy che ha fatto sapere di non poter rispondere a riguardo:  “Spetta all’Amministrazione destinataria della richiesta di accesso verificare, caso per caso, l’interesse e i motivi sottesi alla relativa istanza, nonché valutare la sussistenza di una delle ragioni per le quali il documento può essere sottratto alla conoscibilità del richiedente, essendo la stessa in possesso di tutti i necessari elementi di ponderazione della istanza di accesso. Le determinazioni dell’amministrazione, in caso di ostensibilità oppure di diniego dell’accesso, espresso o tacito, o di differimento dello stesso, non sono sindacabili dinanzi a questa Autorità (…)“.

Allora siamo andati alla commissione nazionale per l’accesso istituita dal Governo che per competenza ha girato il quesito al difensore civico regionale, il quale a sua volta l’ha mandato a quello dell’area metropolitana. L’impressione è che si tratti di uno scaricabarile.

La politica è piena di lacune, ma la burocrazia non sembra messa meglio. Vedremo se, come e quando arriverà una risposta. Qui si vuole semplicemente ricordare che non parliamo di semplici cittadini ma di consiglieri comunali e assessori, quindi di personaggi pubblici.

Ivano Bernardone, del Pd, nel consiglio del 5 novembre ha ricordato come, a suo parere, andrebbero pubblicati oltre i redditi anche gli avvenuti pagamenti a favore del Comune dei tributi dovuti in quanto cittadini.  E’ una strada da intraprendere, pensasse a proporla….

E buon Natale a quanti hanno la bontà di seguire questo spazio.

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