Sicurezza, museo “commissariato” e quei reperti che ancora mancano

museoanzio
Lo avevano detto in conferenza stampa, nella “festa” per il ritrovamento della testa d’epoca romana rubata il 20 dicembre: nessun museo al mondo è sicuro e i musei stessi non possono essere trasformati in bunker.

Sembra una storia a lieto fine e dimenticata, ma mancano ancora all’appello gli altri pezzi, quelli rubati in un magazzino privo di sistema d’allarme e lasciato incustodito mentre il Comune correva ai ripari dopo il primo furto spendendo 12.000 euro.

Adesso ne sono stati spesi altri, sotto l’occhio vigile della Sovrintendenza ai beni archeologi del Lazio. Che in questo ha quasi “commissariato” il Comune dopo i clamorosi furti. Cinque teche ancora prive di allarme saranno dotate di un moderno sistema, a un costo fra l’altro non esorbitante (poco più di 2.000 euro) dopo che “la Sovrintendenza ha suggerito e di fatto richiesto di sostituire o allarmare queste vetrine”.

La notizia era emersa in quella conferenza stampa – trasformata in altro, alla fine, ma nonostante la presenza di un ufficio comunicazione l’impressione è che ad Anzio ognuno comunichi come voglia – e l’aveva confermata Stefania Trevisan della Soprintendenza. Era stato chiesto e ottenuto di svolgere un vertice con Comune, Carabinieri e Ministero “per la messa in opera di nuovi sistemi”. Eccoli. Era stato anche affermato che dei sistemi andavano “comunicati posizionamento e schede tecniche degli impianti”.

Anche il maggiore Antonio Coppola, del Nucleo tutela patrimonio culturale dei carabinieri aveva parlato di “aspetto di criticità” rispetto al sistema di sicurezza anziate.

Oggi, forse, quei furti sono serviti ad averne uno più efficiente. Forse a restituire un po’ di fiducia verso il museo di Anzio. Non ancora a risalire a chi ha compiuto il secondo colpo, forse essendo perfettamente al corrente dell’assenza di un sistema di allarme nel magazzino.

Sempre perché la storia sembra dimenticata, c’è da ricordare al sindaco che si era impegnato per la cittadinanza onoraria al Nucleo di tutela del patrimonio culturale. Speriamo presto.

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