Il chiosco, la revoca, il commercio senza pace

Il chiosco di Largo Caboto (foto Anziospace)

Il chiosco di Largo Caboto (foto Anziospace)

Quando approvarono l’ultimo piano commerciale c’era un tecnico che inserì la dicitura di “grandi negozi” che non aveva alcun riscontro. La Standa aveva già deciso di investire ad Anzio nonostante l’allora consigliere del Psi Luigi Bruschini – fratello dell’attuale sindaco – tuonasse in consiglio comunale: “Non c’è nessuna Standa e nessun Berlusconi“. Correva l’anno 1990 o giù di lì, il centro Anteo vedeva la luce e i commercianti di Anzio erano preoccupati. 

Un “pasdaran” come Giorgio Moscatelli provò a inventare una società popolare, fatta dagli stessi commercianti, ma senza fortuna. Si sa com’è la categoria, basta vedere la mesta fine del Centro commerciale naturale. Ma sì, partiamo da lontano per commentare questa storia assurda dell’edicola di Largo Caboto ricostruita oggi da Anzio space e già finita agli onori della cronaca nel recente passato.

Una cosa ha da essere chiara: le regole, quando esistono, vanno rispettate. Da tutti e per tutti. Ecco perché siamo partiti da lontano, dalle volumetrie commerciali che si facevano realizzare – era assessore all’urbanistica Sergio Borrelli mentre sorgeva l’attuale centro Zodiaco – anche se nel piano del commercio i supermercati non c’erano. Poi si sarebbe messa una “pezza”, poi sarebbe arrivata la Regione con le sue norme e autorizzazioni al di sopra di una certa superficie.

E ci sarebbe stato un piano regolatore mai “osservato” da chi era proprietario di un vecchio magazzino del quale, solo dopo, è stato riscoperto un condono edilizio e che è diventato un supermercato. E’ la vicenda del Tuodì a Lavinio Stazione che in un mese – tanto è passato dalla domanda  all’apertura – ha avuto tutto ciò che chiedeva, con tanto di parere dato alla responsabile dell’ufficio commercio, Silvia Borrelli, dall’allora direttore generale Franco Pusceddu. 

Senza dimenticare che l’allora assessore al commercio Tino Guerrisi aprì, senza autorizzazioni, il bar all’interno dei locali dov’è l’Eurospin e andò personalmente a fare i caffè, salvo essere rimosso dall’incarico dall’allora sindaco Candido De Angelis. Il bar, ovviamente, restò aperto…

Tutto questo per dire che se deve chiudere il chiosco, se una veranda si fa togliere a uno ma si consente ad altri, se il suolo pubblico è poco più di un optional, è ora che il Comune si dia veramente norme certe. Per tutti. L’impressione, invece, è che nell’anomia regnante – e non solo nel settore commerciale – stiano bene tutti. O, peggio, che quelle poche indicazioni che esistono per gli amici si interpretano, mentre per gli altri si applicano. 

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Un pensiero su “Il chiosco, la revoca, il commercio senza pace

  1. Mi hanno detto di tutto, ma “Pasdaran” mai! Però un pò è vero:, i Pasdaran (plurale di Pasdar) erano quelli che vigilanano in difesa della loro religione (islamica) Istituiti a truppe armate da Komeini dopo la caduta dello Scia di Persia Resa Palevi. In questo senso fui un pò Pasdara in difesa della lerggittima attività commerciale (la più numerosa e importante ad anzio = 1800 attivtà allora, oggi siamo in via di estinzione in massa). Ma la Società che feci era a capitale sociale per metà dei commeercianti e l’altra metà dei cittadini !!! avevo una “promessa di finanziamento” per 40 miliardi di lire dall’allora Banco di Roma, per acquiistare i locali (13 miliardi di lire) e avviare tutta l’attività. La nostra richioesta in una notte è sparita ed è comparsa quella della Standa con immediata approvazione e rilascio di licenza. Le autorità si passarono la palla La prefettura che scaricò la competenza sulla Camera di commercio, che a sua volta scaricò su Tribunale ordinario, girò al tribunale amministrativo,… e venne il gatto che acchiappò il topo (noi!) … che la Standa mangiò !!! Anzio era questo questo. Ed è ancora questo, perchè ci sono sempre loro !!! da 40 anni !!! alla faccia del rinnovamento, della rottamazione di moda, della ricerca dei colpevoli del nostro declino r la ricerca di nuove energie e culture politiche per salvare questo Paese e i suoi cittadini. I quali non sono esenti da responsabilità !!! perchè i politici sono quello che sono ( e non debbo io definirli ancora) ma a governare non ci vanno mica col mitra. Ci vanno perchè i cittadini a maggioranza votano loro eli autorizzano a darci i risultati che poi lamentano anche le famiglie dei naximi Responsabili. Servirebbe di riparlarne per fare luce sulle porcherie di allora nel settore che ho conosciuto bene e che mi ha devastato la vita !!!
    ..

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