“Miracolo” cassetto tributario, torna il certificato ma restano i dubbi

Il certificato è stato aggiornato, ora non c’è più l’avviso che era scaduto e il rischio che gli utenti lasciassero ben presto il collegamento per timore di problemi. Il cassetto tributario del Comune di Anzio, attraverso il quale dovevano essere semplificati i pagamenti, è almeno accessibile direttamente. Restano i dubbi. E tanti.

Il primo è che le fatture da pagare risultano solo lì, nonostante nella determina di impegno a favore della Mercurio service – la stessa che ha fornito e gestisce il “cassetto” – c’è scritto che dovrà effettuare  “invio massivo in formato pdf a mezzo Pec o email della richiesta di pagamento bollette tari con una spesa di 0,244 per 6000 contatti per un totale di 1.464 euro iva inclusa”. Mail che oggi, a dieci giorni dalla scadenza, nessuno ha visto. 

Il secondo è relativo al numero di conto indicato sul bollettino. Com’è noto on-line e con carta di credito, nonostante le promesse di un anno fa, non si paga. Ma risulta difficile farlo anche attraverso i propri conti su internet. Sembra quasi un invito a rivolgersi esclusivamente agli uffici postali… O a macchinose procedure prima di riuscire a pagare. Impossibile anche fare il bonifico sull’Iban indicato. 

Il terzo: pagando on line il Comune vedrebbe in “diretta” ciò che incassa per la Tariffa rifiuti e saprebbe subito qual è la situazione potendo correre ai ripari ed evitando crediti inesigibili tra un decennio, così deve aspettare se va bene qualche settimana e per aggiornare i dati si dovrà chiedere a Mercurio o agli uffici di farlo.

Il quarto: c’è chi segnala che l’arrotondamento rispetto ai decimali è errato, il Comune facendo così incasserebbe più del dovuto. Non c’entra il cassetto ma la gestione dei Tributi in sé.

Il quinto è tutto politico/amministrativo. Allora: uno dice che si paga on-line, manda comunicati con i quali si vuole miracol mostrare, il pagamento avviene solo appena aperto il “cassetto” ma poi per un motivo o per un altro non è più possibile. Nessuno avverte il bisogno di dire: “Cari cittadini, rispetto a quanto vi avevamo detto ci sono dei cambiamenti, ci scusiamo per…” No, nessuno lo fa. Anzi si avverte, dall’ufficio e secondo le testimonianze di chi ha avuto modo di confrontarsi, una certa presunzione. Né la politica pensa di intervenire, spiegare, provare a chiarire. No, i cittadini sono considerati alla stregua di sudditi. Quante storie per un pagamento on line che non si fa più, i soliti rompiscatole, pensassero a pagare, ma cosa vogliono… Vero? 

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