C’è chi dice no, cantava Vasco Rossi. Nei giorni scorsi attraverso un comunicato stampa lo aveva già fatto Rifondazione comunista. Si muovono anche gli altri partiti di opposizione dentro e fuori dal consiglio comunale.
No a cosa? Alla possibilità che un fascista come Stefano Delle Chiaie possa parlare nella sede istituzionale del Comune di Anzio. Nell’aula consiliare nella quale siedono, normalmente, i rappresentanti scelti democraticamente dai cittadini. Oltre a Delle Chiaie ci saranno, nella rassegna dal titolo che è tutto un programma “Libro e moschetto”, altri personaggi della destra estrema.
Regione e Provincia si sono affrettate a togliere il patrocinio, il Comune se ne guarda bene perché magari ha qualche cambiale elettorale da onorare. In ogni modo Delle Chiaie & C. parlino dove vogliono, ma non nell’aula consiliare.
In tal senso si muoverà il Pd di Anzio, mentre c’è chi è pronto a organizzare un presidio l’1 marzo se l’aula fosse realmente concessa. Buon senso e rispetto della storia d’Italia, di Anzio decorata al valore civile, della sua personale impongono al sindaco Luciano Bruschini di dire agli organizzatori che già il patrocinio è una concessione, ma l’aula consiliare forse è troppo. In Comune sono abituati ad assegnare sedi “a soggetto”, ne trovassero una e lì parlassero tutti i fascisti che vogliono.
Anzi, questa diventi un’occasione per dire a chi e quando si concede l’aula consiliare, la sede istituzionale, si dettino regole – ma in Comune sono allergici – sulle sedi anche temporanee. Si eviterebbero situazioni imbarazzanti come questa. Vale per “Libro e moschetto” come se venisse un brigatista rosso, così almeno sgomberiamo il campo.
Bruschini e i suoi consigliori, per una volta, ascoltino chi dice no