Massimo, il collega gentile che non dimentichiamo

Convenienza e qualità….” No, non è uno scherzo. Quando qualcuno mi chiama “Gdg” rispondo, ancora oggi, con il motivetto che Massimo Santarelli usava per salutarmi nella redazione di “Latina Oggi“, al mio arrivo.

Questa mattina, purtroppo, non sarò a Montorio al Vomano, dove sarà giustamente ricordato a quindici anni dalla scomparsa. Questo mestiere ha spazi strettissimi e conciliarli non è semplice, quindi essendo in redazione praticamente da solo non posso mollare per raggiungere gli altri. Mi spiace, ma voglio comunque spendere due parole sull’amico e collega che nessuno di noi ha dimenticato.

Ieri lo hanno fatto Lidano Grassucci, lo trovate qui, e Saverio Forte che invece potete leggere qui.  Con loro e con tanti altri abbiamo vissuto un’esperienza unica, il più bel giornale nel quale lavorare finché Giuseppe Ciarrapico – che pure aveva avuto l’intuizione di mandarlo in edicola – non decise di entrare a gamba tesa in ogni decisione.

Sono certo che tutti noi, ogni giorno, quando c’è uno spunto ricordiamo quel collega gentile venuto dall’Abruzzo che coordinava le pagine della provincia a Latina Oggi. Erano tempi pionieristici, dove un polacco caduto dal treno – cosa che ancora oggi mi viene rinfacciata – riempiva un buco di 8 righe. Perché il giornale mica può restare vuoto e raccogliere notizie da centri piccoli, a volte piccolissimi, non è semplice.

Di lui conservo l’immagine di quando, affacciandosi dalla colonna che ci divideva nella sede di corso della Repubblica, se ne usciva con un “compà, sta cosa?“, ma anche le discussioni quando fu eletto fiduciario, le puntuali “malattie” nel periodo natalizio, lo scherzo che gli facemmo mettendolo di notte la sera della Lotteria Italia con un sorteggio “pilotato” che neanche il miglior Blatter della Fifa avrebbe organizzato. Tra i foglietti, infatti, c’era solo il suo nome…

Ma oggi viene, giustamente, ricordato il Massimo giornalista, collega capace e di razza, che aveva il fiuto della notizia e non mollava. Giusto farlo nella sua città natale, giusto con il patrocinio degli Ordini di Abruzzo e Lazio, giusto farlo – su un tema attualissimo – pubblicamente. A Latina è accaduto una sola volta, ma   penso che chiunque lo abbia conosciuto  lo porti nel cuore.

Possono starne certi i familiari che, sia pure a distanza, abbraccio forte.

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