“Il sindaco non c’è più”. Quando si indagava pure sui telefoni

candido

Candido De Angelis

Il sindaco non c’è più“. Febbraio 2008, Candido De Angelis ha appena firmato le dimissioni nella stanza al secondo piano di piazza Cesare Battisti, intorno assessori, consiglieri di maggioranza, esponenti dei partiti, dirigenti del Comune. C’è chi applaude e chi si commuove, poi arriva trafelata la segretaria… “C’è la Guardia di Finanza“. Candido esce in corridoio e con il suo modo fa: “E che vo la Guardia di Finanza?“. I due esponenti delle fiamme gialle “Cerchiamo il sindaco” e lui, appunto: “Il sindaco non c’è più“. Si era appena dimesso, infatti, ma questo non gli evitò la notifica di un’indagine per i canoni dei telefoni cellulari. Vero, sono passati meno di dieci anni ma i telefonini avevano un canone e gli smartphone di oggi nemmeno – forse – erano immaginati. Chissà se ha avuto corso quell’inchiesta….

Si indagava su tutto, in quel periodo, e si indagherà anche dopo. Spesso si faceva “di iniziativa” ovvero in assenza di una denuncia o dell’azione indicata dalla magistratura. Da un po’ di tempo a questa parte l’impressione è che ad Anzio tutto sia consentito o – forse – che le indagini siano meno plateali di un tempo. Diciamo che forse la prima versione è quella più rispondente alla realtà e citiamo la vicenda De Angelis per una riflessione e non per altro. Le nostre forze dell’ordine e la polizia giudiziaria hanno impegni gravosi nel contrasto al crimine – anche organizzato – che da queste parti ha messo radici da tempo. Pensate, nel vigente piano anti corruzione del Comune (piano_triennale_per_la_prevenzione_della_corruzione_2016-2018 ) l’ex segretario generale Pompeo Savarino ha riportato il rapporto della Regione Lazio affermando che: “Convivono famiglie e associazioni legate a due pericolose organizzazioni criminali quali la ‘ndrangheta” dei Gallace e il clan camorristico dei Casalesi. In considerazione, però del notevole’aumento dei flussi migratori tutte le istituzioni del territorio devono elevare il livello di attenzione anche per la nascita di nuovi gruppi criminali che stanno già “operando” nel Territorio“. Non c’è dubbio che Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza – nonché la Procura di Velletri – abbiano il loro bel da fare  sul versante della lotta alla criminalità. L’impressione è che sia calata l’attenzione verso il versante dell’amministrazione della cosa pubblica. Anche quando – è il caso di “Mala Suerte” – siano emerse chiari rapporti di vicinanza tra chi è finito in quell’indagine e chi è in Comune.  Hanno pagato in questi anni Colarieti, De Berardinis e Santaniello? A posto. C’è una richiesta di rinvio a giudizio per Placidi? Ok.

Allora torniamo indietro. Immaginiamo l’amministrazione De Angelis che nomina un dirigente con un titolo per un altro, inserendo in commissione per la valutazione chi ha patteggiato una pena per reati contro la pubblica amministrazione. O che mette a rischio i pasti dei bambini nelle scuole perché non si riesce a fare una gara e si proroga, poi si trova lo stratagemma dei giorni non lavorati durante le feste. O che non controlla i lavori nei condomini pubblici come forse si dovrebbe. O che acquista ciclamini e secchielli come niente fosse. O che nomina chi non potrebbe stare in una società pubblica. O che “dimentica” un parere per un anno e mezzo nei cassetti, quando c’era scritto chiaramente che un assessore era incompatibile. O che non informa il Consiglio comunale sulle misure adottate dopo le contestazioni del Ministero dell’economia e finanze. O che affida a una serie di associazioni che fanno sempre la prima fattura dell’anno al Comune di Anzio gli spettacoli estivi. O che spende decine e decine di migliaia di euro in un “data entry” per le mense del quale non si comprende l’utilità. O che sbaglia a mandare in pensione un dirigente. O che non parla del futuro del porto, ma intanto la società dove è maggioranza ritarda i pagamenti alle cooperative in service. O che quotidianamente è in una sorta di “guerra” tra assessori, consiglieri, dirigenti, funzionari. O….

Immaginiamo l’opposizione, sempre pronta allora ad andare in Procura o alla Corte dei conti (a quest’ultima anche con risultati) e guardiamo a cosa accade oggi. Non ci sono forze dell’ordine, Procura, Anac, Prefetto che dovrebbe rispondere (o Ministro) sulle richieste di commissione d’accesso. Non c’è commissione trasparenza, consiglieri, che dovrebbero svolgere il loro ruolo di controllo. C’è un magma nel quale Luciano Bruschini è maestro nel muoversi e che – finora – è stato benissimo ai cittadini.

Pazienza se pochi sono scontenti, secondo la nostra classe politica, fino al 2018 non si muoverà foglia. Le indagini possono attendere, i canoni dei telefonini non si pagano più da una vita ormai.

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