Un pesce d’aprile serve ai “click”, non alla credibilità

Dispiace quando testate giornalistiche  pubblicano notizie non vere, scherzando sul fatto che si tratta di un “pesce d’aprile“. Lo dice chi è stato vittima di uno scherzo tremendo, arrivando a dettare all’Ansa – dopo mille verifiche, ma erano stati bravi a mettersi d’accordo – che Le Pen avrebbe chiuso la campagna elettorale a Latina. Ci cascammo in molti, fu una cosa talmente grave che i vertici dei giornali chiesero scuse ufficiali e pubbliche all’allora segretario del Msi Pino Rauti.

Non c’era ancora internet, la corsa ai “click“, ma la necessità di dare notizie certe e verificate sì. Lì sbagliammo anche la verifica ovvero i burloni che ci avevano propinato la notizia si erano premurati di dire ai “superiori” di confermare.

Oggi, invece, se capisco bene, il mio comunque amato Granchio ha scientemente scelto di dare la notizia inventata della scomparsa della statua di Nerone. Senza essere nemmeno troppo originale, visto che ad Aprilia hanno fatto lo stesso con quella di San Michele.

Stasera la conferma, si tratta di uno scherzo. E’ una scelta – non condivisibile – che oltre al Granchio hanno fatto anche altri, è una burla che negli Usa è addirittura un “must“. Ma i giornali – e i giornalisti – nell’epoca dei “personal media” hanno a maggior ragione il dovere di essere credibili. Cosa che, in questo caso, non è avvenuta. Come per chi ha scritto di Totti al Latina l’anno prossimo o di Di Battista candidato dei 5stelle sempre nel capoluogo pontino. Più comprensibile, e quello sì certamente notizia, quello che ha fatto un edicolante di Perugia e riportato dall’Ansa.

Anni fa Studio 93 mise sul proprio sito, con l’intento di vedere quanti avrebbero copiato sui media locali, una notizia “pesce d’aprile” e il giorno dopo pubblicò l’elenco di chi era caduto nella trappola senza verificare.

Perché le notizie, di fronte all’evoluzione dei mezzi di comunicazione, restano comunque tali. E non si inventano, a maggior ragione a livello locale. Perché  domani su un’indagine, un furto, un omicidio, un fatto di cronaca o di politica, chi garantisce ai lettori che quella testata è attendibile?

 

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