Arriva il “flamengo”, lo chiamano turismo…

flamengo

Lo chiamano turismo. Il cartello, postato su facebook, la dice lunga sulla situazione di Anzio. E’ affisso alla grata delle finestre della sede di Piazza Pia – un tempo sede dell’azienda di soggiorno – trasformata in ufficio informazioni turistiche con tanto di cartello e stemma del Comune. Lì si acquistano i biglietti per gli eventi e si danno informazioni, è vero, ma alle spalle dello stesso edificio si dimentica che c’è la Pro Loco Città di Anzio che nello spazio di via Mimma Pollastrini dà… informazioni turistiche. Senza dimenticare, poi, che sempre in piazza c’è il chiosco costruito per il Centro commerciale naturale dove si promuovono, invece, altre iniziative del Comune e non solo.

In questa estate con il cartellone cambiato di continuo, con pochi nomi di spicco ma la filosofia di accontentare tutti i gusti del pubblico o, forse, tutti quelli che proponevano “sponsorizzati” da assessori, delegati e consiglieri, il cartello “fai da te” per pubblicizzare un concerto diventa un emblema. E’ l’esempio di un incedere “a soggetto”, raffazzonato, con quello che c’è e pazienza se tra le migliaia di euro che si spendono per “Estate blu” non si riesca a fare uno straccio di manifesto.

Un errore, certo, capita a tutti. Ma viene ancora da chiedersi chi programma (!?) gli eventi ad Anzio e quale logica si segue…

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