L’8 marzo “affolato”, mezzo pagato (da noi) e una lettera aperta condivisibile

Cose che capitano, errori che si commettono soprattutto quando il mezzo informatico è più “veloce” di chi vorrebbe domarlo. Riprendo il discorso sull’8 marzo e il doppio appuntamento  previsto ad Anzio perché la parte iniziale è misteriosamente “saltata”.  Due iniziative che hanno portato, fra l’altro, alla lettera che segue queste riflessioni.

Lo riprendo anche perché, nel frattempo, l’assessore Roberta Cafà ha precisato che non c’è alcun dualismo tra le cose e tantomeno tra assessori donna e consigliere comunali. Ne prendo atto. Resta il fatto che all’iniziativa a Villa Sarsina su stalking e femminicidio se ne sovrappone una dello stesso Comune (quando tanto e quando niente) rivolta alle scuole la mattina, a chiunque voglia nel pomeriggio di sabato e nella mattina di domenica.

Da una parte le consigliere comunali di maggioranza (Piccolo, Salsedo, Fontana), dall’altra le le assessori donne (Cafà e Nolfi) che, invece, hanno proposto “iniziative inerenti la difesa personale”.  Nessuno scontro a distanza, assicura la Cafà, e ripeto: ne prendo atto. Comunque nel primo caso oltre la sala di Villa Sarsina non risultano né ci sono contributi di alcun genere (e ci mancherebbe) nel secondo pagheremo, noi cittadini, 3.500 euro. Tanto è scritto nella delibera con la quale si approva un programma (non allegato) e si dà mandato di liquidare la somma alla “Federkravmaga – Fkmi (Federazione Krav Maga Italia – difesa personale civile e professionale), che ha proposto all’Amministrazione Comunale di Anzio di organizzare il progetto  socio-culturale “Antiaggressione Femminile: Vivere sicuri ….si può- Io… l’otto”. Progetto “assunto agli atti al Prot. Gen.5622/2014”. Sarebbe interessante conoscere la data, visti i precedenti del peperoncino, ma tant’è. Due iniziative, a “soggetto”, mentre arriva una condivisibile lettera aperta al sindaco Luciano Bruschini che si riporta integralmente. Va bene ogni cosa possa evitare la retorica dell’8 marzo, ma addirittura pagare è troppo. E’ l’unica cosa che non dice la lettera aperta. Sperare in una risposta del sindaco è troppo, segnalare la cosa è doveroso.

Il testo della lettera che sottoscrivo volentieri 

Gentile Sindaco siamo un gruppo di cittadine e cittadini e rappresentanti di alcuni partiti politici della città da Lei amministrata.

Questa lettera, congiunta e trasversale rispetto ai movimenti e ai partiti politici che l’hanno messa in essere, è un tentativo di chiarirle il nostro pensiero  rispetto alla scelta operata da Lei e dalla sua giunta, di dedicare al problema del femminicidio  due distinte iniziative, una a villa Sarsina l’otto marzo e l’altro il convegno di due giorni tra l’8 e il 9 marzo al liceo Chris Cappell su Stalking e Femminicidio.

Queste iniziative, dedicate e pensate nella giornata della festa della donna, risuonano in modo assordante come di una facile e francamente deludente retorica, riducendo questo grave problema ad una operazione più propagandistica che determinante ai fini di un impegno reale  nella ricerca di risposte  concrete ed urgenti.

Il sospetto è forte di fronte al comportamento di un’amministrazione comunale che, nel corso di tanti anni, non ha mai dato segnali di voler intervenire efficacemente sul problema, applicando, come è  suo dovere fare, tutte le norme previste in tema di prevenzione della violenza di genere e tutela delle donne vittime di violenza.

Per esempio, ci chiediamo, che fine hanno fatto la due mozioni presentate su questa materia,  in due momenti diversi, da fratelli d’Italia una e dal partito Democratico l’altra.

Quella presentata dal consigliere di Fratelli d’Italia, Davide Gatti e  redatta insieme al gruppo Area Tutela Vittime Fratelli d’Italia in data  15 Novembre 2013, in cui si chiedeva di dare seguito alla raccomandazione del Consiglio d’Europa che istruiva circa la necessità di dare vita ad un centro anti violenza ogni 10.000 mila abitanti e un centro accoglienza ogni 50.000 mila abitanti, si chiedeva altresì, nella stessa mozione, la realizzazione di un progetto di prevenzione del femminicidio sul territorio e l’attivazione di una voce di bilancio specifica per questo problema.

Ed ancora la mozione elaborata da Stefano Colelli e presentata  dai consiglieri del PD il 22 novembre 2013 in cui si chiedeva:a) di creare uno sportello antiviolenza /telefono rosa e b) la definizione  di un piano   per informare, prevenire e promuovere l’uguaglianza dei sessi nelle scuole nonché c) di prevedere una struttura di accoglienza e di recupero per le donne vittime di abusi e violenze e infine d) un centro di ascolto e aiuto anche per uomini che cedono alla violenza.

Esponenti politici di diversi schieramenti hanno segnalato e chiesto azioni concrete per recuperare una gravissima mancanza di strutture ed attenzione nel territorio da Lei amministrato.   E’ un dramma questo, della mancata tutela delle donne vittime di violenza, infatti, che non si può vestire di  nessuna bandiera e colore politico, perché è un tema culturale centrale di civiltà e rispetto che appartiene a tutti. E Lei e la sua amministrazione non ne sentite la responsabilità?

L’associazione Alzaia di Anzio e Nettuno ha dato vita al progetto Luciana centro di osservazione, indirizzo e inclusione sociale per il contrasto alla violenza sulle donne creato da volontarie che si sono formate e che hanno lavorato  per la costruzione di questo progetto,  finanziato interamente dai Centri di servizio del Volontariato del Lazio.

Uno sportello sul territorio di osservazione, sensibilizzazione, prevenzione e ascolto di donne vittime di violenza.  Purtroppo sul territorio di Nettuno. Come mai Lei e la sua amministrazione non avete  previsto uno spazio, almeno questo, in cui accogliere il lavoro di queste volontarie?

Le donne vittime di violenza hanno necessità di  interventi seri, adeguati e  risolutivi del problema, gli slogan, i cartelloni, i convegni ad hoc nel giorno della festa, sono una folkloristica e dispendiosa trovata pubblicitaria che poco hanno a che vedere con il raggiungimento dello scopo finale.

Per favore, sia capace di dare risposte concrete e non fumose dichiarazioni.

Marina Mancini Assistente Sociale Sel Anzio, Dottoressa Chiara Di Fede, referente Dipartimento Tutela Vittime Fratelli d’Italia Anzio

Consigliere Maria Teresa Lo Fazio Partito Democratico Anzio, Consigliere Davide Gatti Dipartimento Tutela Vittime Fratelli D’Italia Anzio

Stefania Salvucci Sel Anzio, Silvia Bonaventura, Villani Riccardo Sel, Anzio

Stefano Colelli Partito Democratico Anzio

Francesco Silvia Partito Democratico Anzio

Manuela D’Alterio  Dipartimento Tutela Vittime Fratelli D’Italia Anzio

Enza Pace  Dipartimento Tutela Vittime Fratelli D’Italia Anzio

Serena Ientile Dipartimento Tutela Vittime Fratelli D’Italia Anzio

Carla Castello Dipartimento Tutela Vittime Fratelli D’Italia Anzio

Arianna Isola Dipartimento Tutela Vittime Fratelli D’Italia Anzio

Giulia Adriani Dipartimento Tutela Vittime Fratelli D’Italia Anzio

Jessica Pane    Dipartimento Tutela Vittime Fratelli D’Italia Anzio

Serena Salvini  Dipartimento Tutela Vittime Fratelli D’Italia Anzio

Maurizio Mariani Portavoce Sel Anzio

Simonetta Pagliaricci Sel Anzio

Roberto Gamba Sel Anzio

Andrea Ramello Sel Anzio

Francesco Alberighini Sel Anzio

Massimo Alberghini Sel Anzio

Marisa Amore Sel Anzio

Clara Lista Sel Anzio

Daniele Audoly Sel Anzio

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